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Sentenze esecutive per decreto

In arrivo il decreto sulle sentenze pro contribuente immediatamente esecutive, senza attendere cioè il passaggio in giudicato. Il dm, previsto dal nuovo articolo 69 del dlgs n. 546/1992, «è in corso di emanazione». La nuova rassicurazione a cittadini e imprese coinvolte nel contenzioso tributario è arrivata ieri dal viceministro dell’Economia, Luigi Casero, in risposta a due interrogazioni proposte da Daniele Capezzone (Conservatori e riformisti) e Sandra Savino (Forza Italia). Entrambe le istanze erano volte a conoscere lo stato di avanzamento del dm, che renderebbe operativa una delle novità più attese da parte dei contribuenti tra quelle contenute nella riforma delle cause con il fisco (dlgs n. 156/2015). La norma farebbe sì che gli uffici restituiscano subito le imposte chieste a rimborso e/o le spese di lite addebitate, come già avviene a parti invertite in presenza di verdetti pro-fisco. Tuttavia il meccanismo, che sarebbe dovuto scattare dal 1° giugno 2016, è ancora fermo ai box a causa dell’assenza del decreto Mef che, per i rimborsi superiori ai 10 mila euro, deve fissare le regole per la presentazione di una garanzia da parte del contribuente. La bozza di dm ha incassato il parere favorevole del Consiglio di stato il 17 novembre 2016, ma non è ancora stato emanato. Una situazione che Capezzone ha definito ieri «una presa in giro dei contribuenti da parte di Mef e Agenzia dell’entrate». Per Capezzone la risposta è una vera truffa ai danni del contribuente: «Per le sentenze sopra i 10.000, non emettono il dm. Per quelle sotto, fanno finta di niente e non rispondono», ha commentato il deputato. Nel frattempo, tuttavia, diverse commissioni tributarie hanno ritenuto la novità già applicabile, pur in assenza del decreto (da ultimo la Ctr Lombardia con la sentenza n. 6725/27/16).

Lettere di intento. Per le operazioni di acquisto senza Iva effettuate a partire dal 1° marzo 2017 non sarà più consentito compilare i campi 3 e 4 del modello, che prevedono la possibilità di non indicare alcun importo. L’esportatore abituale sarà perciò obbligato a riportare un ammontare di plafond utilizzabile (utilizzando il campo 1 per la singola operazione o il campo 2 per più operazioni fino a concorrenza di un determinato importo). Questa la risposta del Mef all’interrogazione di Filippo Busin (Lega nord), che chiedeva chiarimenti sulle modalità di compilazione dei nuovi modelli di lettere di intento, approvati con dall’Agenzia delle entrate lo scorso 2 dicembre. Il governo richiama le precisazioni già fornite dall’amministrazione finanziaria nelle risoluzioni nn. 38/E del 2015 e 120/E del 2016, ricordando che «avuto riguardo delle complicazioni di calcolo connesse all’utilizzo del plafond mobile, è ammessa l’indicazione nel campo 2 di un valore presunto, pari alla quota parte del proprio plafond che si stima venga utilizzato nel corso dell’anno nei confronti di quel determinato fornitore o all’importazione».

Valerio Stroppa

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