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Sentenza, prelievo con il giudicato

Le imposte sulla registrazione di una sentenza che obbliga il promissario acquirente a concludere il contratto sono dovute solo con il passaggio in giudicato della sentenza. L’effetto traslativo della proprietà si produce infatti quando la pronuncia è definitiva. Lo ha affermato la Ctr della Lombardia, sezione staccata di Brescia, con la sentenza 1039/67/16 del 22 febbraio 2016 (presidente e relatore Montanari).
Con una sentenza emessa dal Tribunale civile di Brescia (ex articolo 2932 del Codice civile) una società immobiliare era stata obbligata a concludere il contratto preliminare sottoscritto per l’acquisto di un terreno. Il trasferimento della proprietà era subordinato al pagamento del prezzo alla parte venditrice.
La sentenza era registrata a tassa fissa in virtù dell’articolo 27, comma 1 del Dpr 131/1986, secondo cui gli atti sottoposti a condizione sospensiva sono registrati con il pagamento dell’imposta in misura fissa.
L’agenzia delle Entrate emetteva, nei confronti della società acquirente, un avviso di liquidazione per le imposte di registro, ipotecaria e catastale, ritenendo che dovessero essere pagate in misura proporzionale sul prezzo di acquisto.
Secondo la tesi erariale, infatti, lo stesso articolo 27, al comma 3 specifica che non sono considerate sottoposte a condizione sospensiva le vendite i cui effetti dipendono dalla sola volontà dell’acquirente. Si tratta, in queste ipotesi, di una condizione meramente potestativa. Ne conseguiva che il trasferimento di proprietà dovesse intendersi avvenuto con la pubblicazione della sentenza e, dunque, che le imposte fossero dovute in proporzione al prezzo concordato.
La società proponeva ricorso in Ctp. La commissione lo accoglieva, ritenendo che la subordinazione del versamento del corrispettivo non fosse potestativa, ma sospensiva degli effetti e che dunque fosse corretta l’applicazione delle imposte in misura fissa. L’ufficio appellava la decisione, ribadendo la legittimità di operato.
La Ctr lombarda, pur respingendo l’impugnazione dell’Agenzia, si è discostata in parte dalle motivazioni della sentenza di primo grado.
Innanzitutto, il collegio ha dato atto dei contrapposti orientamenti della giurisprudenza di legittimità, sul trattamento fiscale della registrazione di una sentenza emessa ex articolo 2932 del Codice civile. Secondo una linea interpretativa, ci sono pronunce che avallano la pretesa erariale di registrazione proporzionale, ritenendo il pagamento del prezzo una condizione meramente potestativa e, dunque, non necessaria per produrre effetti traslativi della proprietà (Cassazione, sentenza 16818/2014). Ci sono però sentenze (ad esempio 18180/2013) che, al contrario, supportano la tesi della registrazione a tassa fissa, poiché l’effetto traslativo della proprietà non si ha con la sentenza in sé, ma con il verificarsi della condizione sospesa (il pagamento del prezzo).
La Ctr sottolinea che entrambe le tesi, al di là della condivisibilità dell’una o dell’altra, presuppongono il passaggio in giudicato della sentenza. Richiama inoltre una sentenza delle Sezioni unite (4059/2010) in base alla quale l’effetto traslativo della proprietà del bene derivante dalla sentenza si produce solo con il passaggio in giudicato, poiché solo da questo momento c’è la contemporanea acquisizione dell’immobile al patrimonio del promissario acquirente, destinatario della pronuncia. Nel caso specifico, non risultava agli atti che sulla controversia di natura civile fosse intervenuta una sentenza definitiva passata in giudicato: pertanto il provvedimento dell’ufficio risultava in ogni caso illegittimo.

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