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Sentenza, blocco con fideiussione

di Gianmarco Tortora  

L'istanza di sospensione dell'efficacia esecutiva della sentenza d'appello del giudice tributario subordinata alla concessione di una fideiussione di natura bancaria o assicurativa.

Con la recente ordinanza n. 1M/52/11 del 6-21 luglio scorsi, la Commissione tributaria regionale di Napoli ha accolto l'istanza di sospensione dell'esecuzione della sentenza di secondo grado impugnata dal contribuente dinanzi alla Suprema Corte di cassazione.

I giudici campani, sulla scorta dei chiarimenti forniti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 217 del 2010 (con la quale si estendeva l'applicabilità della sospensione ex art. 373 c.p.c. anche alle sentenze emesse dalle Commissioni tributarie regionali) hanno accolto l'istanza di sospensione avanzata dal contribuente. Sotto questo aspetto l'ordinanza in questione deve essere senz'altro accolta favorevolmente, tuttavia vorremmo occuparci di un altro punto dell'ordinanza medesima forse non adeguatamente valutato dalla Commissione regionale e che evidenzia profili di novità. Ci riferiamo alla circostanza che l'efficacia sospensiva dell'ordinanza sia subordinata alla produzione da parte del contribuente di garanzia fideiussoria o bancaria.

Ovviamente, ai sensi dell'art. 373 c.p.c., la facoltà di subordinare l'efficacia della sospensione al rilascio di una garanzia è nella piena disponibilità del giudice di secondo grado (anche il comma 5 dell'art. 47 del dlgs 31 dicembre 1992, n. 546 prevede tale possibilità), tuttavia, può accadere che il contribuente, per cause non imputabili alla sua volontà, non possa ottemperare all'ordine impartito dalla Commissione in quanto, per le più varie ragioni, non riesce a ottenere la garanzia richiesta da nessuna compagnia assicurativa o da nessun istituto di credito. E si badi bene ciò non accade solo nel caso in cui il contribuente si trovi in stato più o meno avanzato di default, ma anche qualora l'attività commerciale o professionale del contribuente sia assolutamente florida e redditizia.

Ciò in quanto, soprattutto per importi significativi, le banche o le compagnie assicurative sono solite chiedere una controgaranzia che le tuteli in caso di escussione da parte dell'Erario della fideiussione rilasciata (ipotesi più frequente è l'iscrizione ipoteca su beni immobili del contribuente). Ma succede spesso che il contribuente non sia in grado di fornire tale controgaranzia e, quindi, non riesca a ottenere la garanzia richiesta dalla Commissione: si pensi, per esempio, a quelle tipologie di business labour intensive che non necessitano di particolari immobilizzazione materiali; in tal caso non vi sono beni immobili di particolare valore su cui iscrivere ipoteca. Quindi, da un lato la provvisoria esecuzione causerebbe al contribuente un grave pericolo (la redditività dell'attività svolta, infatti, non esclude l'irreparabilità del danno che causerebbe l'attività di riscossione) e, quindi, è necessario che la sospensione sia efficace, dall'altro il contribuente non riesce a ottenere le garanzie richieste dagli istituti creditizi o assicurativi (i quali, del tutto legittimamente, decidono di non rilasciare alcuna fideiussione). Da un altro angolo prospettico ancora, non si può ovviamente trascurare l'esigenza di garantire la futura fruttuosità dell'esecuzione in caso di soccombenza del contribuente che costituisce la ratio della facoltà prevista al comma 5 dell'art. 47.

In sintesi, una situazione di stallo alla messicana degna di un film di Sergio Leone (o, per i più giovani, di Quentin Tarantino) in cui nessun fa un passo indietro e tiene sotto tiro l'avversario.

Il problema si acuisce nel caso dell'ordinanza citata in quanto essa è relativa a una sentenza di secondo grado impugnata in Cassazione: nella migliore delle ipotesi passeranno quattro anni tra l'esecuzione della sentenza e l'eventuale accoglimento del ricorso. Tanto premesso occorre, però, ipotizzare una possibile soluzione partendo dalla valutazione di cosa potrebbe accadere se, in mancanza della garanzia richiesta, si desse esecuzione alla riscossione (che si, badi bene, in caso di soccombenza in secondo grado equivale alla riscossione dell'intera pretesa impositiva, sanzioni e interessi inclusi).

Se ciò accadesse, ovviamente, il contribuente soffrirebbe il danno irreparabile che ha costituito una delle ragioni per cui era stata concessa la sospensione condizionata. Il fatto che il danno sia irreparabile fa sì che sia del tutto probabile che la pretesa impositiva non venga soddisfatta (il contribuente, infatti, come accertato dal giudice, non è in grado di far fronte alla pretesa impositiva): pertanto Equitalia procederà con l'esecuzione in forma coatta (pignoramenti presso terzi, fermi amministrativi, sospensione dei rimborsi ecc.) determinando una grave situazione di difficoltà che, non di rado, sfocia nella chiusura dell'attività e nel fallimento. Esecuzione in forma coatta che, lo si ripete, in caso di attività labour intensive, sarà largamente infruttuosa. A ciò si aggiungano, ovviamente, le conseguenze di carattere sociale: disoccupazione dei dipendenti dell'azienda e drastica riduzione dell'indotto. In tali casi, allora, non è lecito domandarsi se non sia forse preferibile tutelare gli interessi del contribuente, e quelli della collettività in cui il contribuente (che è contemporaneamente datore di lavoro e committente) opera, rispetto a quello di garantire la fruttuosità della futura riscossione delle imposte contestate?

Con ciò non si vuol certo dire che lo stato debba rinviare all'infinito la riscossione della pretesa impositiva, ma si ritiene che nei casi limite poc'anzi illustrati occorra ordinare la sospensione senza subordinarla al rilascio di una garanzia e attendere la pronuncia della Suprema Corte di cassazione prima di procedere definitivamente all'esecuzione. Pertanto, previa istanza del contribuente, il giudice, appurata l'impossibilità di ottenere la garanzia inizialmente richiesta (naturalmente il contribuente deve dar prova di ciò) dovrebbe modificare l'ordinanza emessa concedendo un'incondizionata sospensione della riscossione.

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