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Sempre più difficile l’ingresso in Alitalia

È Alitalia ad aver bisogno di Atlantia? O non sarà che anche la florida società autostradale potrebbe aver bisogno della disastrata compagnia aerea?

La caduta in Borsa di ieri della società dei Benetton, colpita dalle dichiarazioni del M5S di voler andare avanti nella revoca della concessione autostradale, ha causato una perdita (virtuale) del valore di Borsa della società di 800 milioni di euro. Importo ben superiore alla somma – circa 300 milioni – che Atlantia dovrebbe investire per imbarcarsi nel progetto di salvataggio di Alitalia insieme a Fs e Delta. Potrebbe sembrare un paradosso. Ma la posta in gioco nelle autostrade per i Benetton è più alta del rischio dell’investimento nel salvataggio della compagnia.

Sta di fatto che la società guidata da Giovanni Castellucci finora non ha presentato alcuna dichiarazione d’interesse per Alitalia. Eppure Castellucci da quasi tre mesi segue da vicino il “cantiere” del piano Alitalia insieme a Fs e a Delta, i pivot della cordata preferita dal governo (rispetto alla più cruda proposta di Lufthansa) per Alitalia. La cordata ha ottenuto adesioni solo per il 60% circa del capitale necessario (in totale 850-900 milioni). Atlantia era stata individuata nelle trattative come il soggetto più idoneo e più solido per colmare il vuoto. Ma ad oggi per la società dei Benetton non ci sono le condizioni per partecipare all’operazione. Lo “sblocca-cantieri” non c’è stato. Le Fs hanno tempo fino al 15 luglio per presentare ai commissari di Alitalia l’offerta d’acquisto definitiva.

Se rimarrà l’impasse politico su Atlantia, difficile che si aprano spiragli per la famiglia Toto, altro concessionario autostradale. Resta la carta Lotito, per chi ritiene che sia affidabile. Claudio Lotito sarebbe stato convinto ad affacciarsi nella partita da Enrico Laghi, il commercialista che è anche commissario di Alitalia. Non risulta che Lotito abbia risposto alle richieste di indicare la capacità finanziaria per l’operazione (è Mediobanca che fa questa radiografia), visto che servono 300 milioni.

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