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Sempre più debole l’economia Ue

È una situazione economica pessima quella tratteggiata ieri dalla Commissione europea nel primo rapporto autunnale del nuovo esecutivo comunitario guidato da Jean-Claude Juncker. I segnali di ripresa sono debolissimi proprio mentre l’esecutivo comunitario sta lavorando su un nuovo piano di investimenti che la Germania continua a guardare con sentimenti contrastanti. Mentre i grandi paesi della zona euro arrancano, gli stati sotto programma stanno dimostrando un’inattesa vitalità.
«I rischi al ribasso per la crescita continuano a dominare», ha detto in una conferenza stampa qui a Bruxelles il nuovo commissario agli affari monetari Pierre Moscovici. «Non vi è una sola e semplice risposta alla crisi. Tutti i livelli di governo devono mobilitare politiche economiche rivolte sia alla domanda che all’offerta». La Commissione prevede una crescita nella zona euro dello 0,8% nel 2014 e dell’1,1% nel 2015 (in calo rispetto a maggio quando le stime erano rispettivamente dell’1,2 e dell’1,7%).
Le nuove previsioni sono in linea con quelle di altre istituzioni. I tre più grandi paesi della zona euro stanno frenando l’economia della zona euro nel suo complesso. La Germania, in particolare, ha visto le previsioni della Commissione calare per il 2014 dall’1,8 all’1,3% e per il 2015 dal 2,0 all’1,1%.
A proposito della Repubblica Federale, il vice presidente dell’esecutivo comunitario Jyrki Katainen, anch’egli presente alla conferenza stampa di ieri qui a Bruxelles, ha ammesso che la Germania «ha una crescita superiore alla media europea» e proprio per questo motivo «può avere un ruolo significativo nello stimolare l’economia della zona euro». Ciò detto, ha aggiunto: «Abbiamo bisogno di più motori per la crescita, se vogliamo che la moneta unica sopravviva».
In questo contesto, sia Moscovici che Katainen hanno ribadito ieri come il piano di investimenti da 300 miliardi di euro, promesso da Juncker prima della pausa estiva, sia cruciale per sostenere la domanda e lottare contro la minaccia di deflazione. Il pacchetto dovrebbe essere presentato prima della fine dell’anno, ma vi sono gravi incertezze sul mix tra fondi privati e fondi pubblici. Ancora ieri da Berlino il cancelliere Angela Merkel ha detto: «Investimenti sono necessari, ma senza nuovo debito».
Mentre la Banca centrale europea cerca disperatamente di riportare l’inflazione in linea con il suo obiettivo – sotto ma vicino al 2,0% annuo – anche con acquisti controversi sul mercato, la Commissione non vede alcun rischio di «evidente deflazione». L’inflazione dovrebbe essere dello 0,5% nel 2014 e dello 0,8% nel 2016. Ciò detto, dei diciotto paesi della zona euro, cinque avranno quest’anno un’inflazione negativa o uguale a zero, complice una disoccupazione nell’unione monetaria all’11,6% nel 2014. Infine, consapevoli di aver un ruolo ingrato di controllo delle politiche nazionali, in un momento sociale esplosivo in molti paesi europei, Katainen e Moscovici hanno voluto sottolineare come la situazione negli stati membri che hanno ricevuto l’aiuto finanziario europeo stia migliorando sensibilmente. «L’Irlanda – ha detto il vice presidente della Commissione – è il paese con la crescita maggiore. La Grecia ha una crescita molto al di sopra della media europea, mentre il Portogallo ha una crescita vicina alla media».
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