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Semplificazioni, si avvicina la “fase due”

di Davide Colombo Marco Rogari

ROMA II «tagliando della crescita» non si farà solo con il rilancio sulle grandi opere—con tanto di decreto di riforma della legge obiettivo per coinvolgere i privati — e dall'inventario sulle «cose fatte» sul fronte dell'internaziona-lizzazione e degli incentivi alle imprese. Ai tavoli tecnici che presto verranno riconvocati al ministero dell'Economia si tornerà infatti a parlare di semplificazioni amministrative. Si partirà da una ricognizione delle due ultimissime novità introdotte con il decreto sviluppo varato in giugno: l'autocertificazione al posto del Documento programmatico per la sicurezza e il fascicolo elettronico dell'impresa per partecipare a gare o appalti. Due semplificazioni che dovrebbero far risparmiare, a regime, circa 900 milioni l'anno alle aziende, soprattutto a quelle minori. C'è poi l'impegno a garantire unmonitoraggio stretto sugli altri interventi già approvati di razionalizzazione degli oneri amministrativi (sono 8i le procedure individuate per le amministrazioni centrali). Segue, infine, la nuova misurazione degli oneri amministrativi di competenza regionale o degli enti locali, fronte sul quale il confronto con le parti sociali e le autonomie è già formalmente avviato. Il totale dei risparmi ipotizzati con le semplificazioni sulle aree di regolamentazione di competenza statale sono stati indicati dal ministro Renato Brunetta in 1,6 miliardi, una valore cumulato in termini di minori oneri per le aziende che il governo spera di raggiungere entro il 2012. A fine giugno i ministeri della Semplificazione e della Pa avevano anche stabilito il lancio di una campagna di comunicazione da fare dopo l'estate per chiarire al mondo delle imprese e delle professioni quali e quanti tagli allaburocrazia sono in vigore e quante documentazioni o certificazioni è ormai inutile tenere aggiornate. Un'iniziativa che potrebbe partire sotto il buon auspicio del «d-day» dei certificati medici on line per tutti i lavoratori del settore privato. Un passaggio che scatta domani, con l'addio definitivo alle co- municazioni con raccomandata all'Inps da parte di 17,5 milioni di dipendenti, oltre 2oomila medici e 5 milioni di imprese, per un risparmio annuo stimato in 150 milioni di euro. Intanto il cammino della manovra aggiuntiva in Parlamento giunge alle battute finali. Come previsto, il testo è stato licenziato ieri dalla commissione Bilancio senza alcuna modifica. Sempre ieri il decreto, nella stessa versione approvata dal Senato, è stato trasmesso all'Aula di Montecitorio dove oggi il Governo dovrebbe porre la fiducia, che dovrebbe essere votata domani. Il disco verde definitivo alla manovra dovrebbe arrivare giovedì, come ha anche detto il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, che ieri a Monza ha partecipato a un vertice con il ministro Giulio Tremonti e il leader della Lega, Umberto Bossi. Vertice in cui sarebbero state affrontate anche le questio- ni dei passi da compiere dopo l'approvazione della manovra (misure per la crescita ed eventuali nuovi interventi per contenere la spesa). Calderoli ha co- munque difeso la manovra, ancora criticata dalle opposizioni, a partire dal Pd, e da sindaci e governatori. Sul testo, approdato in un Aula semi-deserta, sono piovuti quasi 400 emendamenti, tutti presentati dall'opposizione e tutti senza speranza di approvazione. Nel frattempo i sindacati dei bancari si sono impegnati unitariamente «affinchè con Abi eAnia si convenga di non dare applicazione in nessun caso a quanto previsto dall'articolo 8 della manovra».

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