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Semplificazioni incompiute

Sulle semplificazioni c’è ancora molto da fare. Sulla responsabilità solidale tra appaltatore e sub-appaltatore, indicata proprio dalle imprese come una delle pratiche più problematiche (si veda articolo nella pagina precedente), il legislatore è recentemente intervenuto facendo venire meno l’obbligo per l’Iva ma, subito dopo, ha incluso nel vincolo solidaristico i lavoratori autonomi.

Alla resa dei conti, le acclamate semplificazioni introdotte dal cosiddetto «decreto del fare» (dl 69/2013 del 22 giugno, convertito nella legge 98/2013) non sembrano aver alleggerito i contribuenti e, soprattutto, le imprese da una burocrazia sempre più presente e pressante che, dati alla mano, presenta costi impliciti di notevole entità.

Se si analizzano, infatti, le semplificazioni introdotte dalle recenti norme non si può che constatare il mantenimento di diversi pressanti adempimenti come la necessità, al fine di non rispondere per il debito erariale del prestatore, della dichiarazione sostitutiva, ai sensi del dpr 445/2000 (circ. 40/E/2012) con il quale l’appaltatore e/o il sub-appaltatore attestano l’effettiva esecuzione dei versamenti delle ritenute fiscali per lavoro dipendente e, per effetto di quanto sancito da dl 76/2013, non si può che prendere atto che tale provvedimento, fornendo un’interpretazione autentica dell’articolo 29, dlgs n. 276/2003 (cosiddetta «Legge Biagi»), ha limitato la deroga seguendo le procedure eventualmente previste dai contratti collettivi e ha chiarito che il regime (in estensione) risulta applicabile anche ai lavoratori autonomi, mentre resta esclusa la Pubblica amministrazione.

Una seconda «pseudo» semplificazione, sebbene con effetti tutti da valutare, in quanto differita a decorrere dal 1° gennaio del prossimo anno (2015), è quella concernente la comunicazione «giornaliera» all’Agenzia delle entrate dei dati analitici delle fatture di acquisto e cessione di beni e servizi e dell’ammontare dei corrispettivi, in luogo di taluni adempimenti attualmente in essere (spesometro, black list, dati dei contratti di appalto, dichiarazioni d’intento e modelli Intra).

Posta la decorrenza fissata al 2015 e l’attesa per l’emanazione dello specifico regolamento, con il quale dovranno essere stabilite le informazioni da annotare sui registri Iva e le modalità di trasmissione, non si può che evidenziare che tale possibilità, stante anche la situazione congiunturale, sarà probabilmente utilizzata da pochi contribuenti, quelli più strutturati, con la conseguente inefficacia della semplificazione per la maggior parte dei contribuenti di piccola e media dimensione, per i quali resteranno in piedi gli adempimenti sostituibili.

Con riferimento alla presentazione del modello 730, in luogo del modello Unico, anche per i lavoratori dipendenti e assimilati e/o pensionati che non hanno un sostituto d’imposta, si deve annotare con favore tale possibilità, anche se la stessa appare depotenziata dall’introduzione delle disposizioni, di cui ai commi da 586 a 589, dell’art. 1, della legge 147/2013 (Legge di Stabilità 2014), per le quali, al fine di contrastare l’erogazione di indebiti rimborsi delle imposte, è la stessa Agenzia delle Entrate che esegue controlli preventivi, anche documentali, quando il rimborso supera i 4 mila euro, erogando lo stesso direttamente.

Un’ulteriore agevolazione, più che semplificazione, riguarda la possibilità (art. 52, dl 69/2013) di accedere a rateazioni più lunghe (10 anni -120 rate mensili) nel caso in cui il cittadino si trovi, per ragioni che non dipendono dalla sua responsabilità, in una grave e comprovata situazione di difficoltà e lo stesso non possa fa fronte al pagamento di cartelle esattoriali.

Sul punto, però, si deve fare attenzione alle condizioni indicate nel provvedimento di attuazione che prevede, per ottenere il piano di rateazione più lungo (straordinario) e per le persone fisiche e le ditte individuali, l’accesso quando l’importo della singola rata risulta superiore al 20% del reddito mensile, come rilevabile dall’Indicatore della situazione reddituale (Isr) indicato nel modello Isee.

Si evidenzia che si decade dal beneficio della dilazione soltanto nel caso di mancato pagamento di otto rate, anche non consecutive, mentre in precedenza era prevista la decadenza con il mancato pagamento di due rate consecutive e l’agente della riscossione non può iscrivere ipoteca, né attivare qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva, se viene rispettato il piano di rimborso.

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