Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sei mesi per dirsi addio ecco cosa cambierà con il divorzio breve

Sei mesi e poi goodbye. Sperando di restare in rapporti civili, buoni genitori, e perché no, magari amici. Addio ai divorzi più lunghi del mondo: da ieri con il primo sì della Camera l’Italia prova a riscrivere la legge approvata il primo dicembre del 1970, e firmata dai deputati Loris Fortuna e Antonio Baslini. Per dirsi addio basteranno sei mesi di separazione consensuale, e un anno in caso di separazione giudiziale. Nessuna differenza in presenza o meno di figli minori. E la comunione dei beni verrà sciolta non appena il giudice autorizzerà i due (ex) coniugi a vivere separati.

Un testo snello, che lascia intatto il resto della legge, ma che è di fatto una quasi rivoluzione. Oggi infatti ci vogliono ben tre anni di separazione per poter presentare la domanda di divorzio, e i tempi si allungano a dismisura se invece l’accordo non c’è. E comunque negli ultimi 15 anni ogni tentativo di ridiscutere il divorzio era stato affossato da resistenze e veti incrociati. Un primo sì a cui si è arrivati con una maggioranza schiacciante e bipartisan (381 voti a favore, 30 contrari, 14 astenuti) che ora lascia sperare in un iter veloce anche al Senato. Quasi tutti positivi i commenti, da Vendola che parla di conquista di civiltà, al Pd che punta adesso alla riforma del diritto di famiglia, ai M5s che sottolineano di aver contribuito al risultati, e ai forzisti che seppure divisi hanno sostenuto il testo. Voci fuori dal coro quella di Eugenia Roccella che parla di «legge ideologica contro il matrimonio» e di Beppe Fioroni.
«Mi sono astenuto — ha detto il deputato Pd — perché la famiglia va difesa».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa