Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sei anni e mezzo a Fabio Riva

Una palazzina di quattro piani in via Cantonale, a pochi metri dallo svincolo autostradale di Lugano Nord. È qui che fino all’agosto 2013 aveva sede la Ilva Sa, la società al centro dell’inchiesta della procura di Milano costata ieri a Fabio Riva, ex vicepresidente del primo gruppo siderurgico italiano, una pesante condanna per truffa ai danni dello Stato. Secondo i pm Stefano Civardi e Mauro Clerici – ma soprattutto secondo i giudici della terza sezione penale del tribunale di Milano che lo hanno giudicato colpevole – la Ilva Sa era una società fittizia, utilizzata per ottenere indebitamente contributi pubblici finalizzati all’export: lo snodo di una truffa da 100 milioni di euro.
Riva – che si trova in libertà vigilata a Londra dopo essere stato raggiunto nei mesi scorsi da due ordini di arresto – è stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici per associazione a delinquere e per truffa ai danni dello Stato.
Il tribunale ha anche condannato Alfredo Lo Monaco, amministratore della società svizzera Eufintrade Sa a cinque anni di carcere e Agostino Alberti, ex dirigente di Ilva Sa, a tre anni. La Riva Fire, imputata in base alla legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, dovrà pagare una multa di 1,5 milioni di euro. Per i tre imputati e per la società è stata disposta anche la confisca di 90,8 milioni di euro e tutti dovranno anche versare una provvisionale di 15 milioni di euro al ministero dello Sviluppo economico.
Le condanne sono andate oltre le richieste dei pm, che nella loro requisitoria avevano chiesto una pena di cinque anni e quattro mesi per Riva e Lo Monaco, e di tre anni e quattro mesi per Alberti. Non solo. Per quanto riguarda la Riva Fire, i giudici hanno deciso che non potrà ricevere finanziamenti, sussidi e agevolazioni dallo Stato per un anno. Inoltre, la sentenza ha stabilito che non potranno essere versati i contributi già deliberati da Simest in favore di Ilva e che il gruppo Riva dovrà rimborsare i contributi già ricevuti. Il sistema su cui ruotava la presunta truffa ideata dagli imputati sfruttava i contributi all’esportazione della Legge Ossola, fondi pubblici erogati dalla Simest. Le agevolazioni servono a coprire le perdite che le società esportatrici sostengono per aver concesso dilazioni di pagamento all’acquirente estero. Il sostegno si applica solo per le esportazioni di beni d’investimento e fino all’85% del valore dei prodotti venduti. Ma secondo quanto ricostruito dal Gruppo investigativo criminalità economico-finanziaria del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, per ottenere le agevolazioni era stata costituita una società ad hoc, la svizzera Ilva Sa appunto, che acquistava tubi per oleodotti e metanodotti dall’Ilva italiana e li rivendeva, allo stesso prezzo, a società estere. Insomma, la Ilva svizzera si interponeva tra la società di Taranto e l’acquirente straniero. A questo punto Ilva Spa concedeva a Ilva Sa una dilazione di pagamento di cinque anni, ottenuta la quale la consociata svizzera dell’Ilva si faceva però pagare immediatamante dagli acquirenti esteri: le indagini hanno dimostrato che nel giro di 90 giorni la Ilva Sa incassava sempre l’intero valore della commessa.
In questa fase entrava in gioco la Eufintrade. La Ilva Spa portava alla finanziaria svizzera le cambiali internazionali (le promissory notes) ricevute da Ilva Sa come pagamento delle forniture di tubi e la Eufintrade le scontava: pagava cioé a Ilva il valore della vendita, dopo aver detratto una percentuale. In questo modo Eufintrade incassava sempre il 15% dei contributi erogati dalla Simest.
Il sistema sarebbe andato avanti dal 2003 fino alla fine del 2013 e il profitto totale sarebbe stato di 121 milioni di dollari più 18 milioni di sterline: cioè oltre 100 milioni di euro.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa