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Segnali di ripresa dal fronte mutui erogazioni +30% nei primi 7 mesi

Riparte il mercato dei mutui in Italia. Dopo una lunga stagnazione – rileva l’Abi – su un campione di 84 banche pari all’80% della totalità del mercato italiano, tra gennaio e luglio le erogazioni hanno toccato i 14,6 miliardi di euro rispetto agli 11,4 miliardi dello stesso periodo del 2013. L’associazione degli istituti di credito spiega che l’incremento su base annua sfiora il 30% (29,2%). Se si considera l’intero mercato, partendo dai dati di Banktalia, il tasso annuo di crescita è del 16%. I primi sette mesi del 2014 confermano, quindi, la ripresa del mercato dei finanziamenti per l’acquisto delle abitazioni. Non solo: l’ammontare delle nuove erogazioni di mutui nel 2014 è superiore anche al dato del 2012, quando si attestarono sui 13 miliardi di euro.

Nel solo mese di agosto le richieste di mutui da parte delle famiglie italiane sono cresciute del 14,7% rispetto allo stesso mese del 2013, terzo incremento in doppia cifra consecutivo. I dati sono contenuti nell’ultimo aggiornamento del Barometro Crif, che rileva le variazioni percentuali mensili relative alle richieste di mutui giunte agli istituti di credito e monitorate da Eurisc, il sistema di informazioni creditizie che raccoglie i dati relativi ad oltre 77 milioni di posizioni.
A conferma del lento, ma costante recupero verso i volumi pre-crisi va sottolineato come secondo questo osservatorio complessivamente nei primi 8 mesi del 2014 la domanda di mutui abbia fatto registrare un +11,5% rispetto al corrispondente periodo 2013. In particolare, nei primi 8 mesi dell’anno l’importo medio richiesto per i mutui si attesta a 124.342 euro, contro i 127.778 del corrispondente periodo del 2013, con una dinamica che risulta, quindi, in progressiva contrazione rispetto alle somme richieste in passato, segno che le famiglie e i contraenti sono meno propensi ad accollarsi prestiti troppo alti.
In termini di distribuzione in funzione dell’importo, la classe prevalente nei primi 8 mesi dell’anno è quella tra i 100mila e i 150mila euro, con una quota del 28,5% sul totale, seguita a ruota da quella al di sotto dei 75mila euro, con il 28,3% del totale. «Questa dinamica — spiega il Crif — risulta agevolata dalla progressiva riduzione del prezzo degli immobili residenziali e dagli stock di invenduti disponibili sul mercato, che stanno rendendo l’acquisto più conveniente e alla portata di un crescente numero di famiglie ». Per durata del finanziamento, si preferisce oscillare tra i 25 e i 30 anni: in totale la prediligono 28 famiglie su 100.
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