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«Segnali di ripresa da sostenere»

La ripresa economica è più vicina. Eccolo il messaggio forte che esce da palazzo Chigi al termine della colazione di lavoro organizzata dal presidente del Consiglio, Enrico Letta, con il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, e il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco. Nessuna cifra e nessuna nota ufficiale al termine del vertice. Ma la conferma di quello che il ministro Saccomanni aveva cominciato ad anticipare: negli ultimi giorni si sono moltiplicati i segnali di una possibile inversione di tendenza del ciclo economico. In particolare dal settore manifatturiero arrivano segnali incoraggianti, confortati da un quadro internazionale più positivo. Lo scenario è stato confermato anche da fonti di palazzo Koch: si sarebbe ad un punto di svolta, ma la ripresa sarà ancora graduale. E, soprattutto, ora c’è la necessità di consolidare i segnali di miglioramento.
Enrico Letta ha detto chiaro che ora serve la responsabilità di tutti: «La stabilità paga, lo dimostra il fatto che oggi gli indicatori dei tassi di interesse è sceso ai minimi da molto tempo a questa parte». È la strada da battere nelle prossime settimane. Perché «i tassi bassi sono il modo per investire e creare posti di lavoro, guardare lontano e positivamente».
Il premier non avrebbe parlato con Visco e Saccomanni di agenda dei provvedimenti da adottare nelle prossime settimane, mentre nel corso dell’incontro s’è parlato del sistema bancario, definito più solido rispetto al passato anche se ci sono aree che risentono ancora di difficoltà; un’osservazione accompagnata dal confermato impegno di Bankitalia a mantiene alta l’attenzione sulle ricapitalizzazioni (si veda l’articolo a fianco).
Il mancato riferimento alle misure da varare entro il mese di agosto («di Imu e Iva non s’è parlato» ha detto Letta) è stato probabilmente imposto anche dal complesso quadro politico che s’è aperto dopo la sentenza dell Cassazione di giovedì scorso, giorno in cui lo spread ha toccato i minimi degli ultimi due mesi a 260 punti base. I tre hanno concordato sul fatto che il nuovo contesto positivo deve essere rafforzato e che ora bisogna assicurare tutti gli strumenti che in questa delicata fase congiunturale possono sostenere gli investimenti produttivi.
Il vertice di palazzo Chigi segue di appena quattro giorni al board della Bce che ha confermato per il terzo mese consecutivo il principale tasso di interesse di riferimento nell’area euro al minimo storico dello 0,50 per cento. Giovedì scorso il presidente Mario Draghi aveva sottolineato il miglioramento dell’export e della competitività in Italia, un segnale comune al resto dei paesi dell’eurozona e accompagnato nel nostro Paese dal continuo consolidamento del bilancio pubblico. L’altro forte segnale netto di un cambio del quadro congiunturale per l’intera area monetaria era arrivato appena qualche giorno prima con l’indice €-coin elaborato da Bankitalia, in miglioramento a luglio a -0,09 dal -0,18 di giugno, una stima con buone proprietà anticipatrici sul tasso di crescita del Pil trimestrale (la prossima pubblicazione dell’€-coin sarà il 30 agosto).
Le ultime stime ufficiali, per il momento, restano quelle del Bollettino di Bankitalia (17 luglio), in cui oltre alla conferma di una peggiore performance economica per quest’anno (-1,9% contro il -1% previsto a inizio anno) si parla esplicitamente di una stabilizzazione alla fine dell’anno e una ripresa nel 2014 (+0,7%). Una ripresa sostenuta appunto dagli scambi con l’estero e dal graduale recupero degli investimenti produttivi. Favoriti anche «dal miglioramento delle condizioni di liquidità delle imprese, associato agli effetti dello sblocco dei pagamenti dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche». Esborsi, sottolinea Bankitalia, che nel corso dell’anno non dovrebbero incidere sull’indebitamento netto, garantendo all’Italia i benefici che derivano dal’uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi che era stata avviata nel 2009.

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