Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Segnali anticipati di rally natalizio

I listini azionari europei ed americani tengono bene e, in alcuni casi, sono addirittura vicini ai massimi di periodo. Anche se non vi sono novità eclatanti sul fronte macro, la grande liquidità immessa dalle banche centrali sostiene le Borse azionarie .
Inoltre al momento, sottolineano Ben Taylor e Colin Cieszynski di Cmc Markets, «il sentiment di mercato sembra aver svoltato l’angolo verso una iniezione di fiducia: il mancato downgrading di Moody’s sul debito spagnolo, il miglioramento del mercato immobiliare Usa e i dati positivi sul Pil cinese sono tutti elementi che contribuiscono a rafforzare i settori che incorporano maggiori rischi potenziali».
Certo, in assenza di una vera e solida ripresa economica, soprattutto in Europa, c’è da chiedersi fino a quando continuerà questa fase felice. Il fatto che i benchmark abbiano riconosciuto i supporti principali e da lì siano rimbalzati, aprendo la strada verso il test dei top di periodo, non significa certo che – di per sè – sia spianata la strada verso un nuovo bull market.
Anzi, una correzione importante nelle prossime settimane (diciamo da qui a metà-fine novembre), sarebbe benvenuta e rappresenterebbe una buona possibilità di acquisto.
Anche per favorire un rally di fine anno, che potrebbe spingere – questa è l’opinione degli analisti tecnici al momento – i prezzi verso i massimi dello scorso marzo e, se questi fossero superati, ancora ben più in alto.
Giusto per capirci con un esempio vicino, il Ftse Mib – in caso di prevalenza della spinta rialzista – potrebbe agguantare quota 17.000 e successivamente, se riuscirà a scavalcare con convinzione questo ostacolo, potrebbe indirizzarsi verso l’area 23.000-24.000.
«Adesso, dopo la gamba di rialzo partita nell’estate – spiega Enrico Nicoloso, responsabile dell’analisi tecnica a www.websim.it –, una pausa laterale-correttiva ci sta. Anche per preparare il terreno a un nuovo impulso rialzista. Se poi questo si esaurirà rapidamente o possa sfociare in un rally natalizio, non lo so. Certo, anche se i nostri analisti fondamentali sono un po’ più ottimisti, non vedo una grande sostenibilità per un ulteriore recupero nei prossimi 3-6 mesi dei listini europei periferici».
L’impostazione dell’azionario, osserva Maurizio Milano, responsabile dell’analisi tecnica al gruppo Banca Sella, sembra di consolidamento, piuttosto che di esaurimento del movimento al rialzo.
«Veniamo da un rally importante – dice – soprattutto negli States grazie al ciclo elettorale, e una possibile correzione potrebbe essere più estesa in termini percentuali di un ipotetico avanzamento (quantificabile attorno al 7-8%)».
Quindi il consiglio dell’analista è quello della cautela, non certo della negatività. Per quanto riguarda l’ipotesi che il rimbalzo si prolunghi con un rialzo di Natale, meglio riparlarne fra un mese.
Secondo l’analista, «la possibilità non è da escludere, ma al momento c’è il rischio di una bull-trap che potrebbe innescare un movimento correttivo del mercato azionario».
Quali sono i supporti da guardare perchè non venga negata la possibilità di continuazione, anche se dopo una fase correttiva, del rialzo iniziato quest’estate? Secondo Milano le aree chiave sono 1.395-1.405 dell’S&P 500, 2.365-2.400 del l’Eurostoxx 50 e 14.600-15.000 del Ftse-Mib.
Ma torniamo allo scenario macroeconomico. «Occorreranno grandi sforzi per uscire dalla crisi che da oltre quattro anni attanaglia l’economia mondiale», osserva Alan Mudie, Chief Investment Officer di Union Bancaire Privée.
«La massiccia reflazione imposta dalle Banche centrali – continua – è senz’altro aggressiva, ma non rappresenta che un passaggio intermedio nella soluzione della crisi del debito eccessivo, e non la svolta definitiva. Anche se, per ora, permette di guadagnare tempo, necessario per consentire all’Europa di ritrovare stabilità, abbattere il debito e offrire ai mercati più visibilità».
In questo contesto, conclude il gestore, «sono comunque da privilegiare le grandi società con proiezione internazionale che operano in mercati con barriere di accesso, che possono generare regolari cash flow e versare dividendi sempre più elevati».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Quota 100 non è solo la misura pensionistica del governo Conte 1. È anche il numero di miliardi ch...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dieci giorni per tener fede agli accordi del 14 luglio. Se entro il 10 ottobre non si chiuderà la p...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Bce potrebbe far cadere il suo tabù più grande: consentire all’inflazione di salire temporane...

Oggi sulla stampa