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Seconda chance per il ravvedimento

Chance correzione per gli errori commessi nel ravvedimento operoso. La mancanza di istruzioni sul nuovo ravvedimento delineato dall’ultima legge di stabilità rischia di non aiutare i contribuenti nell’esatta quantificazione delle somme da versare a titolo di sanzioni o di interessi, rischiando di far pagare un importo inferiore al dovuto. Tuttavia il versamento non può essere totalmente disconosciuto dall’ufficio ma deve essere considerato valido con riferimento alla parte di violazione che sarà eventualmente sanata.
La legge 190/2014 ha, infatti, ampliato le ipotesi in cui il contribuente può sanare spontaneamente eventuali violazioni con il beneficio della riduzione delle sanzioni, non essendo più il ravvedimento precluso in caso di accessi, ispezioni e verifiche e potendo essere effettuato anche oltre l’anno in cui è stato commesso l’illecito.
Ma quali sono le situazioni a maggior rischio errore? Innanzitutto, il contribuente potrebbe effettuare versamenti insufficienti in merito alle sole sanzioni. Si potrebbe verificare che in sede di ravvedimento il contribuente ritenga applicabile una tipologia di sanzione (ad esempio per violazione formale punita con un importo che va da 258 a 2.065 euro) in luogo di un’altra ritenuta corretta dall’ufficio (ad esempio per dichiarazione infedele punita con un importo che va dal 100% al 200%) della maggiore imposta dovuta. Inoltre, nell’applicare la corretta normativa sanzionatoria, il contribuente potrebbe per errore sbagliare nell’effettuare il calcolo ed effettui un versamento insufficiente a titolo di sanzioni o di interessi. Infine, oltre alle sanzioni e agli interessi, l’insufficiente versamento potrebbe anche riguardare il calcolo delle imposte dovute.
Un punto di riferimento è rappresentato dai chiarimenti forniti dalla circolare 27/E/2013 per sanare gli errori commessi in sede di ravvedimento. Vediamo nel dettaglio.
La tipologia di sanzione
Il contribuente potrà sanare una violazione commessa con il ravvedimento applicando una disposizione normativa sanzionatoria che poi l’ufficio successivamente ritiene errata. In tal caso, senza disconoscere in maniera assoluta il ravvedimento operato, l’ufficio lo considererà valido solo in parte e provvederà a comminare, mediante atto di contestazione sanzioni, le sanzioni nella misura che ritiene applicabile. Una volta ricevuto tale atto, il contribuente avrà una duplice possibilità:
accettare quanto contestato mediante l’adesione, beneficiando così della riduzione delle sanzioni comminate a 1/3
oppure impugnare entro 60 giorni l’atto in Ctp per far valere le proprie ragioni circa l’applicabilità di una sanzione diversa da quella irrogata dall’ufficio. In questa circostanza, solo qualora il ricorso fosse accolto, il ravvedimento rimarrebbe interamente valido. Nell’ipotesi di soccombenza, invece, il contribuente sarà chiamato a pagare la differenza tra quanto richiesto dall’ufficio a titolo di sanzioni (in misura piena) con l’atto di contestazione e quelle già pagate in sede di ravvedimento.
La quantificazione
Quando, invece, il contribuente fa riferimento alla giusta disposizione normativa sanzionatoria, ma per errore versi la sanzione in misura inferiore al dovuto, il ravvedimento si considera perfezionato solo «parzialmente», cioè limitatamente all’importo versato.
Il residuo potrà comunque essere corrisposto mediante un successivo ravvedimento, con l’applicazione delle sanzioni in misura ridotta a seconda della tempestività con cui avviene il versamento rispetto alla violazione che si vuole sanare.
Le stesse considerazioni valgono anche se gli errori riguardano soltanto il computo degli interessi e, dunque, un versamento a titolo di interessi inferiore rispetto a quanto dovuto.
Il versamento dell’imposta
Anche qualora il contribuente versi un importo a titolo di imposta inferiore rispetto al dovuto, il ravvedimento si considera comunque valido anche se parziale. L’errore potrà essere comunque sanato mediante altro ravvedimento operoso, prima della notifica dell’avviso bonario, fruendo della riduzione della sanzione a seconda della tempestività con cui avviene il versamento.

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