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Sea, la Provincia verso il rinvio

Per la quotazione della società aeroportuale Sea (insieme alla vendita della società stradale Serravalle) è partito il conto alla rovescia. Ed ancora per qualche giorno tutto procede sul filo del rasoio.
Certezze non ce ne sono. Oggi si terrà la seduta consiliare della provincia di Milano, che detiene il 14,56% di Sea (e il 52,9% di Serravalle, tramite Asam); domani quella del Comune di Milano, che detiene il 54,8% di Sea (e il 18,6% di Serravalle). In queste due giornate gli enti pubblici, con il voto finale dei rispettivi consiglieri, daranno l’ok definitivo all’operazione congiunta. Ma a poche ore dall’approvazione dell’operazione nulla sembra scontato, soprattutto a Palazzo Isimbardi, dove la maggioranza di centrodestra dovrebbe approvare la vendita di Serravalle (insieme alle quote comunali) tramite asta pubblica entro il 2012, ma probabilmente rimanderà ancora di 15 giorni la decisione se vendere o meno a Piazza Affari il suo 14,56% di Sea insieme al Comune, e addirittura se rispettare o meno un periodo di 6 mesi prima di vendere autonomamente le sue quote per non intralciare la quotazione del Comune. Insomma in Provincia è ancora tutto aperto sul fronte Sea. Le riserve dovranno essere sciolte entro il 10 ottobre, giorno dell’assemblea della società di Linate e Malpensa, ma già oggi l’indirizzo dovrebbe essere più chiaro.
Una volta chiusa, stasera, la seduta provinciale, domani sarà la volta di Palazzo Marino. La delibera di giunta del Comune, che andrà al voto in consiglio domani, già prevede due opzioni, a seconda di cosa decide di fare la Provincia di Milano: nel caso di una quotazione congiunta, l’aumento di capitale sarà pari al 10,4% (e il Comune si diluirà al 48,1%); nel caso in cui la Provincia rinunci, Palazzo Marino effettuerà un aumento di capitale del 16,9%, vendendo l’8,10% (e diluendosi così al 38,1% dell’azionariato). Eppure, nonostante a Palazzo Marino siano già state prese in considerazione entrambe le possibilità, le cose in questi giorni potrebbero complicarsi.
Infatti, se da una parte i vertici del Comune sono convinti di poter procedere anche “in solitudine” verso Piazza Affari, bisogna tenere presente che alcuni esponenti della maggioranza politica di centrosinistra potrebbero non gradire una diluizione di Palazzo Marino dal 54,8 al 38,1%, mentre l’opposizione di centrodestra potrebbe mettersi di traverso. Domani sera lo scenario potrebbe già essere più chiaro.

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