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Se l’incentivo paga prima

Cambia l’esborso dell’agevolazione dei contratti di sviluppo. La prima erogazione del finanziamento agevolato, del contributo in conto impianti e del contributo alla spesa del contratto di sviluppo può avvenire, su richiesta dell’impresa beneficiaria, anche in anticipazione, nel limite del 30% dell’agevolazione concessa. A tal fine, solo per il contributo in conto impianti e per il contributo alla spesa, dovrà essere presentata un’apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa. Lo schema in base al quale dovrà essere redatta la richiesta di erogazione e la documentazione da allegare alla stessa saranno definiti da Invitalia, sulla base delle indicazioni fornite dal ministero dello sviluppo economico. Il ministero dello sviluppo economico, con decreto del 9 giugno 2015, in via di essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale ha apportato dei correttivi alla disciplina dei contratti di sviluppo. L’art. 1, del dm ha abrogato il comma 2 dell’art. 11 del dm 9 dicembre 2014, il quale stabiliva che il finanziamento agevolato fosse erogato per stati di avanzamento della realizzazione dei singoli progetti a fronte di titoli di spesa anche non quietanzati e che ciascuna erogazione, ad eccezione della prima, fosse subordinata alla dimostrazione dell’effettivo pagamento, mediante esibizione delle relative quietanze, dei titoli di spesa presentati ai fini dell’erogazione precedente. La disposizione abrogata prevedeva inoltre che il numero, i tempi e la consistenza minima delle erogazioni fossero definite nel contratto di finanziamento, tenuto conto dell’ammontare e dell’articolazione delle spese previste dal progetto di investimento e, comunque, non fossero un numero superiore a 12. L’articolo 1 del dm 9 giugno 2015, con una modifica al comma 3 del predetto articolo 11, dispone che il finanziamento agevolato, il contributo in conto impianti e il contributo alla spesa sono erogati sulla base di stati di avanzamento della realizzazione dei singoli progetti, a fronte di titoli di spesa quietanzati, non inferiori al 30% dell’investimento ammesso.

Imprese agricole. Un’altra novità contenuta nell’art. 1 del dm 9 giugno 2015 riguarda le imprese proponenti dei programmi di sviluppo relativi al settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli, a cui è data la possibilità di richiedere l’applicazione delle disposizioni previste dagli orientamenti Ue per gli aiuti di stato nei settori agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014/2020, approvati dalla commissione con decisione 2014/C 204/01 (pubblicati nella Gazzetta Ue del 1° luglio 2014, n. 204). Lo sportello per l’invio delle domande è aperto dallo scorso 10 giugno 2015.

Politica industriale. Il contratto di sviluppo è il principale strumento di politica industriale del nostro Paese per realizzare investimenti strategici e innovativi di grandi dimensioni nel settore industriale, turistico e di tutela ambientale. L’investimento complessivo minimo richiesto è di 20 milioni di euro. Solo per attività di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli si riduce a 7,5 milioni di euro. La recente normativa ha stabilito, inoltre, che i programmi di sviluppo possano essere realizzati in forma congiunta anche attraverso il contratto di rete. Le agevolazioni possono arrivare al 75% dell’investimento ammissibile. Nei limiti della normativa europea, l’impresa può negoziare un mix di contributo a fondo perduto, mutuo agevolato (durata massima di 10 anni, tasso pari allo 0,3%, assistito da idonee garanzie) e contributo in conto interessi.

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