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Scudo protettivo o minaccia? Il Mes sul banco degli imputati

Il Mes della discordia. Tutti ne parlano ma pochi lo conoscono. A cosa serve e perché è stato creato? Un meccanismo di protezione che oramai sembra essere diventato una minaccia per l’Italia. Tuttavia, il Mes offre diversi strumenti indirizzati al sostegno finanziario dei paesi in difficoltà con lo scopo di garantire la stabilità dell’eurozona.

Il Mes. Meccanismo permanente di stabilità, in via informale chiamato fondo salva stati, è uno dei pilastri dell’area euro. Creato nel 2012 dopo la crisi dei debiti sovrani, è un organizzazione internazionale che ha la finalità di fornire assistenza finanziaria a uno stato membro dell’eurozona nel caso di minaccia alla stabilità della moneta unica. Oltre ad aiuti indirizzati agli stati in crisi, il Mes prevede prestiti precauzionali a favore di quei paesi con condizioni macroeconomiche solide ma che necessitano di un aiuto.

Nel 2010, l’Europa doveva ancora riprendersi dalle difficoltà finanziarie nate nel 2008, e si è trovata a fronteggiare una nuova crisi, causata dal peso dei debiti sovrani.

La Grecia fu proprio il primo paese a chiedere aiuto. In risposta alla situazione, l’Ue ha istituito in via temporanea il Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf), per poi arrivare, due anni più tardi, a creare il Meccanismo europeo di stabilità. Il Mes diventa quindi una soluzione permanente al problema innescato dal peso del debito pubblico degli stati Ue, con lo scopo di sostenere i paesi dell’eurozona che perdono l’accesso ai mercati.

Come è costituito. Il Mes offre sostegno agli Stati membri attraverso prestiti garantiti dal capitale sottoscritto dai Paesi membri. Il totale del capitale sottoscritto è di 704 miliardi di euro, tuttavia il capitale effettivamente versato è di soli 80,5 miliardi di euro.

Il capitale sottoscritto è l’ammontare massimo che potrebbe essere richiesto agli stati membri nel caso in cui uno stato che abbia richiesto un credito sia insolvente. L’Italia ha sottoscritto il 17,79% delle quote, per un valore di 123 miliardi, di cui ha versato 14 miliardi, ed è il terzo paese per dimensione, dopo Germania e Francia.

Come funziona. Il Mes interviene solo se lo Stato presenta richiesta ed è lo stesso Stato a specificare quali strumenti finanziari vuole utilizzare. A questo punto, il presidente del Consiglio dei governatori del Mes (il consiglio è formato dai 19 ministri delle finanze dei paesi membri dell’euro) autorizza la Commissione europea e la Bce a valutare:

(1) il rischio per il paese o per la stabilità dell’euro;

(2) la sostenibilità del debito pubblico del paese;

(3) le esigenze economiche di tale paese.

Una volta terminate le valutazioni, in caso di accettazione della richiesta, il Consiglio dei governatori affida alla Commissione europea, alla Bce, e dove possibile al Fmi, il compito di negoziare con il membro del Mes interessato un protocollo d’intesa (Memorandum of Understanding, MoU), nel quale sono indicate le condizioni per fornire l’assistenza finanziaria.

Come per qualunque istituzione che eroga prestiti, tutti gli strumenti di sostegno offerti dal Mes sono caratterizzati da un certo grado di condizionalità. Gli Stati che ottengono un prestito hanno l’obbligo di rispettare alcune condizioni affinché si possa accedere allo strumento di sostegno.

Queste condizioni non sono standardizzate ma sono negoziate in base alle condizioni economiche del paese e alla misura dell’intervento: queste possono passare da un programma di correzione macroeconomica (riforme fiscali, tagli alla spesa pubblica ecc.) o al rispetto di parametri predefiniti. Il compito di monitorare il rispetto delle condizioni è affidato alla commissione europea, alla Bce e al Fmi.

Gli strumenti del Mes. Gli strumenti a disposizione del Mes sono:

– Linea di credito precauzionale (mai utilizzato): per sostenere politiche solide e prevenire le crisi. L’obiettivo è aiutare i membri del Mes le cui condizioni economiche sono solide a mantenere un accesso continuo ai finanziamenti di mercato rafforzando la credibilità. Di due tipi:

1) linea di credito condizionato precauzionale (Pccl): disponibile per uno Stato membro la cui situazione economica e finanziaria è fondamentalmente sana;

2) linea di credito a condizioni rafforzate (Enhanced conditions credit line – Eccl): quella che ci interessa di più in questo momento dato che è proprio la misura dalla quale è stata sviluppata l’ultima proposta all’interno dell’ultimo eurogruppo (si veda articolo nella pagina seguente). Questo tipo di credito viene concesso agli Stati membri dell’area dell’euro la cui situazione economica e finanziaria rimane sana, ma che non soddisfano i criteri di ammissibilità per la Pccl. Il paese è obbligato ad adottare misure correttive che affrontino tali debolezze ed evitino problemi futuri per quanto riguarda l’accesso ai finanziamenti di mercato.

– Acquisti sul mercato primario (mai utilizzato). Il Mes può effettuare acquisti sul mercato primario di obbligazioni o altri titoli di debito emessi dai membri del Mes a prezzi di mercato per consentire loro di mantenere o ripristinare il rapporto con la comunità degli investitori e quindi ridurre il rischio di un’asta fallita.

– Acquisti sul mercato secondario (mai utilizzato). Sostenere il buon funzionamento dei mercati del debito pubblico quando la mancanza di liquidità del mercato minaccia la stabilità finanziaria nel contesto di un prestito se la situazione economica e finanziaria del paese è fondamentalmente sana.

– Prestiti nell’ambito di un programma di aggiustamento macroeconomico (già utilizzati da Irlanda, Portogallo, Grecia, Cipro). Con lo scopo di aiutare i membri del Mes che hanno un significativo bisogno di finanziamento e che hanno perso l’accesso ai mercati, o perché non riescono a trovare finanziatori o perché i costi di finanziamento avrebbero un impatto negativo sulla sostenibilità delle finanze pubbliche. I prestiti del Mes sono subordinati all’attuazione di programmi di riforma macroeconomica elaborati dalla commissione europea, in collaborazione con la Banca centrale europea e, se del caso, con il Fondo monetario internazionale.

– Prestiti per ricapitalizzazione indiretta delle banche (già utilizzati dalla Spagna). Hanno il compito di preservare la stabilità finanziaria dell’area dell’euro affrontando i casi in cui il settore finanziario è principalmente alla radice di una crisi. Lo Stato membro beneficiario dovrebbe dimostrare l’incapacità di:

– far fronte alle carenze di capitale attraverso soluzioni del settore privato

– ricapitalizzare le istituzioni senza effetti negativi per la propria stabilità finanziaria e la sostenibilità fiscale. Le istituzioni dovrebbero avere una rilevanza sistemica o rappresentare una grave minaccia per la stabilità finanziaria della zona euro o dei suoi Stati membri.

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