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Scudo, prelievo al 4 per mille

di Dario Deotto

Le attività finanziarie fatte oggetto di emersione, per effetto dei vari scudi fiscali, vengono assoggettate a un'imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille.
Per gli anni 2012 e 2013, l'imposta di bollo viene tuttavia stabilita straordinariamente nella misura del 10 e del 13,5 per mille. Una misura straordinaria dell'imposta di bollo "speciale" viene prevista anche per le attività finanziarie oggetto di emersione che sono state prelevate alla data del 6 dicembre 2011, stabilendola, "una tantum", nella misura del 10 per mille. A queste misure si affiancano quelle che prevedono l'istituzione di un'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero (si veda l'articolo a pagina 15).
Con l'emendamento del Governo viene dunque stabilito che le attività finanziarie fatte oggetto di emersione attraverso lo scudo fiscale del 2009 (Dl 78/2009), nonché degli scudi del 2002/2003, sono soggette a un'imposta di bollo speciale annuale del 4 per mille. Per gli anni 2012 e 2013, tuttavia, l'aliquota dell'imposta viene prevista, rispettivamente, nella misura del 10 e del 13,5 per mille. L'imposta dovrà essere trattenuta dall'intermediario finanziario dal conto del soggetto che ha effettuato l'emersione oppure viene stabilito che l'intermediario dovrà ricevere la relativa provvista da parte del contribuente.
Gli intermediari dovranno poi eseguire il versamento dell'imposta entro il 16 di febbraio di ciascun anno con riferimento, stabilisce la norma, al valore delle »attività ancora segretate» al 31 dicembre dell'anno precedente. Per il versamento che deve essere eseguito nel 2012, viene previsto che va considerato il valore delle «attività segretate» alla data del 6 dicembre 2011.
Al di là della questione temporale relativa alla valorizzazione delle attività, è chiaro che uno dei problemi sarà – come già riportato nei giorni scorsi dal Sole 24 Ore – quello di stabilire che cosa si intende per «attività segretate», visto che, tecnicamente, per lo scudo si può parlare di regime di riservatezza per le operazioni oggetto di rimpatrio oppure di semplice regolarizzazione. Si ritiene che non possano essere considerate "segretate" le attività fatte solo oggetto di regolarizzazione – le quali, peraltro, se ancora detenute all'estero, andrebbero incontro alla nuova imposta sulle attività finanziarie fuori confine – nonché quelle, ad esempio, per le quali il contribuente ha esibito la dichiarazione riservata in occasione di accertamenti fiscali.
Va comunque rilevato che l'emendamento prevede ulteriormente l'applicazione di un'imposta straordinaria per il solo anno 2012 per le attività finanziarie che, alla data del 6 dicembre 2011, sono state in tutto o in parte prelevate dal rapporto di deposito, amministrazione o gestione acceso per effetto dell'emersione, nonché, comunque – prevede la norma – che sono state "dismesse". In questo caso l'emendamento non indica più le attività "secretate", quindi potrebbe essere anche il caso delle attività finanziarie fatte oggetto semplicemente di regolarizzazione che sono state poi prelevate. Queste ultime, peraltro, se non più all'estero, non andrebbero incontro alla nuova imposta sulle attività detenute fuori confine.
L'emendamento del Governo prevede che se l'imposta di bollo "speciale" non viene applicata e, quindi, non viene versata dagli intermediari finanziari, questi ultimi dovranno segnalare all'agenzia delle Entrate il nominativo dei contribuenti. In questo caso, per le attività rimpatriate, la "riservatezza" verrà ovviamente meno, con tutte le conseguenze possibili del caso.
Inoltre, viene previsto che l'imposta non versata verrà iscritta a ruolo e applicata una sanzione pari all'importo dell'imposta non versata.
L'emendamento stabilisce che dall'imposta di bollo dovuta per effetto delle attività finanziarie fatte oggetto di emersione va scomputato quanto già eventualmente corrisposto per le comunicazioni alla clientela relativa ai prodotti e agli strumenti finanziari.

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