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Scudo, la tassa è a regime

di Marco Mobili

L'imposta sull'anonimato per chi ha scudato i capitali all'estero estende sul filo di lana l'indiciazzazione delle pensioni minime fino a 1.400 euro anche al 2013. A contribuire alla riduzione complessiva della stretta sulle pensioni minime concorrerà anche la nuova patrimoniale sugli immobili detenuti all'estero. Che, secondo una portavoce della Commissione europea, potrebbe essere destinata a superare l'esame di compatibilità con le regole Ue.
Ma partiamo dalla novità dell'ultima ora, che riguarda la cosiddetta imposta sull'anonimato dovuta nella misura dello 0,4% da chi ha scudato negli ultimi anni i capitali detenuti all'estero. Inizialmente il Governo aveva elevato l'aliquota all'1% sia per il 2012 sia per il 2013. Con un subemendamento notturno, però, l'aliquota per il 2013 è stata elevata all'1,35%, come detto, per sostenere i maggiori oneri dell'indicizzazione delle pensioni minime anche fra due anni. Resta confermata all'1% l'imposta di bollo definita straordinaria dovuta nel 2012 da chi ha dismesso i capitali scudati.
L'altra novità è arrivata ieri, come detto, da Bruxelles che «valuterà la proposta italiana» di introdurre una tassa sugli immobili oltreconfine per verificarne la sua compatiblità con la cosiddetta regola della non discriminazione. Al momento, comunque, non ci sarebbero rilievi da parte della Ue. È quanto ha sottolineato ieri una portavoce della Commissione europea.
La novità introdotta dalle commissioni Bilancio e Finanze della Camera nell'emendamento del Governo sugli allegerimenti delle misure su pensioni e tassazione della prima casa, prevede che l'Imu nella misura dello 0,76% sia applicata dall'anno in corso anche agli immobili situati all'estero destinati a qualsiasi uso.
Il presupposto impositivo della nuova patrimoniale sugli immobili detenuti all'estero affonderebbe le sue radici nella manifestazione di ricchezza del contribuente persona fisica residente in Italia. Presupposto che certamente solleverà il dibattito sul pieno rispetto dei principi sanciti dalla Carta costituzionale sulla capacità contributiva del contribuente.
Va anche ricordato, però, che sia in Europa sia in Italia si è, anche nel recente passato, autorizzata la tassazione in misura agevolata con gli scudi fiscali della manifestazione di ricchezza occultata oltre confine. Ora si tratterebbe di tassare allo 0,76% beni che al contrario sono più che visibili. Il tutto prevedendo un meccanismo ad hoc per evitare fenomeni di doppie imposizioni e nel rispetto di trattati eventualmente esistenti tra Italia e gli altri Stati. Meccanismo clonato dall'accordo in vigore tra Parigi e Roma. Già oggi i residenti in Francia che possiedono immobili in Italia sono imponibili anche in Francia, con la possibilità di scontarsi un credito d'imposta pari all'ammontare della patrimoniale versata al fisco transalpino. Stessa regola sarà applicata dai cittadini italiani che hanno beni situati in altri Paesi dove versano imposte patrimoniali sugli immobili. Il credito d'imposta spettante potrà dunque ridurre, fino ad azzerarla, la nuova Imu dovuta all'erario italiano.

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