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Scudo fiscale, Parigi dice adieu

di Gabriele Frontoni  

La Francia manda in pensione lo scudo fiscale. Diventato sinonimo di ingiustizia sociale, il bouclier fiscal fortemente voluto dal presidente Nicolas Sarkozy, ha ricevuto in settimana la bocciatura del parlamento di Parigi che ne ha decretato la fine con 330 voti contro 220, in cambio di una rivisitazione della tassa di solidarietà sul patrimonio (Isf) richiesta dalla maggioranza dei presenti per venire incontro alle esigenze dei proprietari di immobili, costretti a versare allo stato il nuovo balzello a causa dell'impennata dei valori delle case.

La rimodulazione della tassa patrimoniale consente, infatti, di esentare dal pagamento di questa imposta circa 300 mila contribuenti che da dieci anni si trovano costretti a versarla allo stato a seguito della progressiva impennata dei prezzi degli immobili all'interno del paese. Questo compromesso ha lasciato basiti i partiti di sinistra che hanno gridato allo scandalo sostenendo che l'innalzamento dei limiti della patrimoniale altro non è se non un regalo da 2 miliardi di euro concesso dal governo ai cittadini più ricchi. Polemiche a parte, quello che resta è che il tanto contestato scudo fiscale ha chiuso i battenti una volta per tutti, lasciandosi alle spalle uno dei più grandi insuccessi della presidenza Sarkozy. Partito con grandi ambizioni, infatti, nei primi mesi di vita il bouclier fiscal è stato trascurato dal popolo degli evasori d'Oltralpe a causa dello scarso appeal delle sanzioni comminate di volta in volta dagli uomini del Fisco. È tirando le somme che si scoprono i numeri piuttosto insoddisfacenti. Nei suoi tre anni di attività, l'amnistia fiscale francese ha consentito di portare alla luce appena 600 milioni di euro nascosti al Fisco da parte di 16 mila evasori. Totale riserbo, invece, sugli introiti generati per le casse dello Stato. Il sistema predisposto dal governo, prevedeva infatti la contrattazione delle penalità caso per caso, a seconda della gravità e delle modalità di elusione dal pagamento delle tasse. Questo elemento di discrezionalità degli 007 fiscali nella determinazione delle sanzioni ha attirato l'attenzione dell'Europa che ha richiesto formalmente alla Francia di non discriminare, nell'ambito della sua legislazione sullo scudo, i cittadini Ue non residenti, rispetto ai benefici fiscali di cui godono quelli francesi. Inducendo il parlamento a legiferare contro il bouclier fiscal. L'azzeramento dello scudo non rappresenta, tuttavia, la sola rivoluzione varata in settimana dall'assemblea parigina. I deputati hanno decretato anche la fine anche della contestata «Google Tax», ovvero l'imposta dell'1% sulle spese sostenute per la pubblicità online da parte delle imprese residenti nel paese approvata dal Senato francese alla fine dello scorso anno, che sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dal primo di luglio prossimo. Nelle intenzioni dell'esecutivo, il nuovo balzello avrebbe consentito di generare un extragettito per le casse dello Stato compreso tra i 10 e i 20 milioni di euro l'anno.

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