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Scudo Bce, Lagarde in campo «Draghi ha evitato la catastrofe»

Prima Angela Merkel e poi Christine Lagarde. Lo scudo anti-spread della Bce di Mario Draghi incassa anche l’appoggio della numero uno del Fondo monetario dopo quello della Cancelliera. Lo scudo anti-spread è stato «il momento di svolta della crisi, senza ci sarebbe stata la catastrofe» ha detto Lagarde alla Süddeutsche Zeitung .

«Se l’Europa soffre anche la Germania sta male» era stata la sponda offerta da Merkel al banchiere centrale italiano. il gorno prima. Dichiarazioni di sostegno arrivate mentre a Karlsruhe la Corte costituzionale tedesca è rimasta impegnata nella due giorni di udienze sulla legittimità dell’operazione Omt (Outright monetary transactions) che permetterà alla Banca centrale l’acquisto dei titoli di Stato dei Paesi periferici. Dalle dieci del mattino alle sette di sera, ieri, si sono susseguiti gli interventi serrati dei rappresentanti di Bce e Bundesbank, di economisti e giuristi.

I giudici restano «critici», secondo fonti legali, e starebbero valutando se e come limitare in qualche modo il mandato della Banca centrale. Per il presidente della Corte Andreas Vosskuhle, «il finanziamento della Bce agli Stati», attraverso l’acquisto dei bond, «si muove in un territorio grigio». Vale a dire «fra politica monetaria e politica fiscale». La preoccupazione è che Draghi oltrepassi il mandato di stabilità dei prezzi, come sostengono gli euroscettici, autori dei sei ricorsi di costituzionalità delle Omt all’Alta corte. La posizione critica della Corte non conduce a conclusioni riguardo alla sentenza, prevista dopo le elezioni di settembre. Restituisce piuttosto il difficile equilibrio tra Bce e Bundesbank, tra gli interessi europei e la necessità di proteggere l’euro, e i timori dei contribuenti tedeschi.

Sulla scena di Karlsruhe le due anime dell’ Europa sono interpretate da due tedeschi. Da una parte Jens Asmussen, membro del board in Bce, il quale ha spiegato infaticabile che l’acquisto e la vendita di titoli sovrani «sui mercati secondari» sono «uno strumento normale» della politica monetaria, peraltro permesso dallo Statuto della Bce, equiparato al Trattato e ratificato anche dalla Germania.

Dall’altra, il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, tornato a sottolineare i rischi del programma di acquisti Omt, al quale si è opposto fin dall’inizio, dicendosi «pronto a limitare» l’orizzonte del mandato, perché, ha detto, «temo che alla fine possa portare a problemi di credibilità», rischi di inflazione e che la Bundesbank debba «condividere le perdite potenziali del piano” anche se non vi partecipasse».

Una giornata densa di colpi di scena, con Hans-Werner Sinn, presidente dell’istituto economico Ifo, molto critico nei confronti degli interventi della Bce, perché l’Omt potrebbe portare a esborsi di 3 mila miliardi, qualora la Francia rientrasse negli aiuti di Stato. «Sia breve, signor Sinn», ha detto il presidente Vosskuhle. Chiedendo poi all’unico esperto tedesco sostenitore della Bce – Marcel Fratzscher, capo del Diw – come mai fosse tanto sicuro delle tesi dissenzienti da quelle della maggioranza. E chiedendo se «è possibile», che a livello internazionale «gli argomenti siano diversi»? Sì, in effetti, ha risposto Fratzscher, «fuori dalla Germania gli esperti sono molto più favorevoli al programma Omt della Bce». Secondo alcuni media, come Faz e Spiegel, potrebbe anche darsi che la Corte, per la prima volta, demandi il caso alla Corte europea di Giustizia, competente anche a valutare un’istituzione europea come la Bce.

Le Borse hanno archiviato un’altra seduta nervosa e negativa nel finale, con Piazza Affari fanalino di coda in Europa con un calo dell’ 1,6%. Lo spread tra Btp e Bund decennali è risalito a 281 punti.

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