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Scudo anti scalate dall’estero L’Ue difende le sue imprese

L’indipendenza strategica dell’Unione in alcuni settori chiave dell’industria passa dalla difesa delle imprese europee. La Commissione Ue ha proposto uno scudo contro le scalate nell’Unione delle società che ricevono aiuti di Stato extra-Ue e ha presentato un piano per ridurre la propria dipendenza dai cinesi e altri fornitori esteri in sei aree strategiche come materie prime, ingredienti farmaceutici e semiconduttori.

Le aziende che ricevono oltre 50 milioni di euro di sovvenzioni estere e cercano di rilevare attività in Ue per oltre 500 milioni o vogliono partecipare a contratti d’appalto da almeno 250 milioni dovranno notificare l’operazione a Bruxelles e ottenere l’approvazione dell’Antitrust Ue. È anche previsto l’avvio di un’indagine di mercato per il controllo di altre situazioni come investimenti «greenfield» (quando l’impresa crea ex novo un’attività produttiva all’estero) o concentrazioni e appalti al di sotto di certe soglie. L’Antitrust potrà decidere sanzioni pecuniarie e in caso di caso di operazioni soggette a notifica avrà anche il potere di vietare l’acquisizione sovvenzionata o l’aggiudicazione dell’appalto pubblico all’offerente sovvenzionato.

«Nel 2019 lo stock di investimenti diretti esteri valeva più di 7 mila miliardi di euro», ha ricordato la titolare dell’Antitrust Ue e vicepresidente Margrethe Vestager. «Il nostro mercato resta aperto — ha detto il commissario all’Industria Thierry Breton —. Ma alle nostre condizioni». Il Parlamento Ue e gli Stati membri discuteranno la proposta che seguirà la procedura legislativa ordinaria. Al termine ci sarà il testo finale.

La Commissione ha effettuato un’analisi basata sui dati commerciali da cui è emerso che «su 5.200 prodotti importati nell’Ue, ce ne sono 137 per i quali l’Ue è fortemente dipendente. Rappresentano il 6% del valore totale delle merci importate», ha spiegato il vicepresidente Valdis Dombrovskis, con delega al Trade. Si tratta soprattutto di prodotti in industrie ad alta intensità energetica e di ecosistemi sanitari (come i principi attivi farmaceutici). E poi ci sono prodotti rilevanti per le transizioni green e digitale, molti dei quali provenienti da Cina, Vietnam e Brasile. Bruxelles ha intenzione di lanciare due alleanze industriali nel campo digitale: una sui processori e le tecnologie dei semiconduttori e un’altra per i dati industriali, Edge e Cloud.

Intanto Bruxelles ha congelato la ratifica dell’accordo di investimenti tra l’Ue e la Cina. Va avanti il lavoro tecnico ma il processo di ratifica, ha spiegato Dombrovskis, non può non tenere conto delle ritorsioni cinesi ai danni di eurodeputati dopo le sanzioni Ue contro funzionari cinesi per violazioni dei diritti umani nello Xinjiang.

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