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“Scorporo rete Telecom, conterà la governance” E il governo convoca il tavolo per l’editoria

Da un lato, lo scorporo della rete Telecom che potrebbe dare un nuovo impulso al settore delle tlc, nel quale la concorrenza e la guerra dei prezzi sta erodendo i margini di tutti gli operatori. Dall’altro, un piano per l’editoria, a sua volta alle prese con una crisi che rischia di diventare strutturale e dove la crescita del fatturato legato a internet non riesce ancora a compensare la caduta delle copie vedute e dei ricavi pubblicitari.
Telecomunicazioni e media alcentro dell’attività parlamentare, con l’audizione del presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella nel primo caso e la relazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanni Legnini nel secondo.
Il garante per la Concorrenza si è dilungato, come era prevedibile, sull’ipotesi di cessione della rete da parte di Telecom Italia. Per Pitruzzella lo scorporo è un’operazione che viene vista «con favore ». Ma allo stesso tempo è particolarmente complicata, tanto che la politica «non può stare solo a guardare» e deve dire la sua sull’argomento.
Il numero uno dell’Antitrust ha anche fatto capire quali saranno i limiti che non potranno essere valicati per avere il via libera all’operazione. Innanzi tutto la governance: «Sarà necessario – ha detto in Commissione lavori Pubblici – che l’operatore dominante non risulti in grado di influenzare l’operatività della nuova società in termini di scelta delle condizioni e di gestione delleprocedure attraverso cui la parità d’accesso dovrebbe realizzarsi e di scelte di pianificazione degli investimenti». Punto secondo, i possibili conflitti di interesse e, in particolare, il ruolo della Cassa Depositi Prestiti nel caso entri nell’azionariato del nuovo soggetto proprietario della rete, visto che è già presente anche nel capitale di Metroweb. «Per evitare – ha sottolineato Pitruzzella – una possibile riduzione della concorrenza ». Anche se – ha ammesso c’è la possibilità che «eventuali sinergie permettano di ottimizzaregli investimenti, minimizzare le sovrapposizioni nella costruzione di più reti nelle stesse città, promuovere una tempistica accelerata e ridurre i costi della costruzione delle infrastrutture». Tuttavia lo scorporo della rete richiederà almeno 24-30 mesi, per cui sarebbe utile – ha concluso non cambiare il quadro regolamentare vigente.
Tempi più brevi sono, invece, richiesti per affrontare il nodo della crisi dell’editoria. Ne è ben consapevole il sottosegretario Legnini, tanto da aver annunciato in commissione Affari costituzionali di aver convocato un tavolo di confronto fra tutte le parti interessate per domani, in cui si discuterà dei possibili sostegni economici, a partire da incentivi all’innovazione per le agenzia di stampa. Il governo, inoltre, difende il Fondo per l’editoria (oggi ridotto a 144 milioni) e non verrà tagliato perché «saremmo l’unico paese a farlo». I dati, del resto, parlano di una flessione di vendite pari al 22% tra il 2008 e il 2011, mentre gli introiti pubblicitari ha riferito il sottosegretario – sono crollati del 50% sui mezzi di informazione cartacea. Crescono, invece, le vendite dei quotidiani on line «che per i gruppi editoriali maggiori ha superato la soglia del 5,5% del fatturato complessivo».
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