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Scoppia il caso Grecia «È vicina al crac» Poi Atene smentisce

BRuxelles Arriva ancora un allarme sul rischio di insolvenza della Grecia con successiva smentita del governo di Atene. Stavolta si tratta di un «uno-due». Il quotidiano inglese Financial Times , tradizionalmente attento agli interessi delle grandi istituzioni finanziarie della City di Londra, ha annunciato nell’edizione online che il Paese del premier Alexis Tsipras e del ministro delle Finanze Yanis Varoufakis starebbe preparando il «drammatico passo di dichiarare l’insolvenza del suo debito, se non raggiungerà un accordo con i suoi creditori internazionali entro la fine di aprile». A rischio sarebbero circa 2,5 miliardi di rimborsi al Fondo monetario già tra maggio e giugno prossimi. Come fonte dell’indiscrezione il Ft cita un anonimo funzionario governativo. L’articolo fa seguito a una analisi dell’agenzia di stampa Reuters , diffusa domenica scorsa, che sostanzialmente ipotizza la stessa conclusione negativa per la Grecia e per l’Eurozona. 
Immediata è arrivata la smentita del governo ellenico. «La Grecia non sta preparando alcun default del debito e lo stesso vale per i suoi creditori — viene comunicato —. I negoziati procedono rapidamente verso una soluzione di cui beneficeranno tutti». L’esecutivo di Tsipras ha aggiunto che «ciò che sembra faccia irritare è che il governo greco è determinato a mettere fine alle politiche di austerità».
Questa drammatizzazione è indicativa del clima della trattativa tra i rappresentanti dei creditori (Commissione Ue, Bce, Fondo monetario internazionale e fondo salva Stati dell’Eurozona) e la Grecia per l’estensione dei prestiti di salvataggio. Segue altre indiscrezioni che avevano ventilato l’esaurimento delle casse di Atene entro febbraio e poi entro marzo.
Finora Tsipras e Varoufakis hanno sempre fatto smentire l’ipotesi di default e continuato a onorare i debiti in scadenza. La settimana scorsa la Commissione europea, interpellata in relazione ai continui allarmi di esaurimento dei fondi ad Atene, si è trovata in imbarazzo davanti alla contestazione che a Bruxelles sembrano non sapere nulla sulla solvibilità ellenica.
Negli ultimi mesi è stato radicalizzato soprattutto lo scontro politico tra la Grecia e la Germania, che ha portato Tsipras e Varoufakis a respingere le misure di austerità sollecitate dalla cancelliera tedesca Angela Merkel e dal suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, dopo aver attribuito a questa imposizione di Berlino e Bruxelles il pesante impoverimento dei greci negli anni di crisi. In questo modo sono stati accontentati gli elettori di estrema sinistra in Grecia e quelli di centrodestra in Germania. In parallelo si è sviluppato il tam-tam di indiscrezioni finanziarie provenienti da fonti anonime, che ipotizzavano l’impossibilità di Atene di ripagare il maxidebito.
Potrebbe essere finalizzato a fare pressioni di accelerazione dell’accordo tra il premier Tsipras e i creditori, soprattutto dopo che l’8 aprile scorso il premier greco ha consolidato rapporti politici ed economici con il presidente russo Vladimir Putin.

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