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Fidi, le commissioni fino allo 0,5%

Tetto dello 0,5% trimestrale alle commissioni sui fidi; commissione d’istruttoria per lo scoperto di conto extra fido da calcolare sui costi dell’attività. Nessuna commissione per i consumatori per scoperti occasionali (saldo passivo complessivo fino a 500 euro per 7 giorni). Questi i massimali posti dal decreto ministeriale 30 giugno 2012 attuativo dell’articolo 117 bis del Testo Unico Bancario, che impone, con decorrenza 1° luglio 2012, alle banche alcuni paletti. Sui fidi non si possono addebitare altri costi (oltre alla commissione e agli interessi) neppure chiamandolo in maniera diversa (spese istruttoria o spese per il conteggio interessi ecc.). Per gli sconfinamenti rimane il fatto che la commissione è calcolata su un elemento variabile come i costi del servizio, ma il decreto impone che sia adeguatamente motivata. E comunque si applica una volta al giorno anche per più sconfinamenti. Vediamo in dettaglio il contenuto del decreto ministeriale. Il decreto attua le nuove norme dell’articolo 117-bis del Testo Unico Bancario. La disposizione si occupa della remunerazione alle banche per gli affidamenti da un lato e per gli sconfinamenti dall’altro. Nel primo caso si tratta del compenso collegato all’utilizzo del fido e nel limite del credito accordato; nel secondo caso si tratta del «rosso» sul conto senza avere una linea di credito o per importo maggiore del fido accordato. L’articolo 117-bis citato ha previsto che i contratti di apertura di credito sono compensati con due sole voci: 1) una sola commissione, che comprende tutto, calcolata in maniera proporzionale rispetto alla somma messa a disposizione del cliente e alla durata dell’affidamento; 2) il tasso di interesse debitore sulle somme prelevate. Lo stesso articolo 117-bis ha previsto che l’ammontare della commissione non può superare lo 0,5%, per trimestre, della somma messa a disposizione del cliente.

Per gli sconfinamenti senza fido oppure oltre il fido la legge i seguenti compensi: 1) una commissione di istruttoria veloce determinata in misura fissa, espressa in valore assoluto, commisurata ai costi; 2) un tasso di interesse debitore sull’ammontare dello sconfinamento. Se le banche non rispettano questi limiti scatta la nullità delle clausole difformi. Il provvedimento attuativo specifica la portata della nuova disposizione anche con riferimento ai contratti con i consumatori e gli sconfinamenti su conti di pagamento e su carte di credito. Viene anche chiarito come calcolare e quali componenti di costo rientrino nella quantificazione delle commissioni applicabili.

Affidamenti. La commissione onnicomprensiva sarà determinata nel contratto, con il limite dello 0,5% trimestrale. Il decreto specifica che la banca non può: chiedere commissioni sotto altre spoglie e, quindi, non possono essere richiesti: commissione per l’istruttoria, spese relative al conteggio degli interessi e ogni altro corrispettivo per attività a servizio dell’affidamento. Possono, invece, essere aggiunti: imposte, spese notarili, oneri conseguenti a inadempimento del cliente, spese per l’iscrizione dell’ipoteca, le spese a fronte di servizi di pagamento per l’utilizzo dell’affidamento. La commissione si calcola sull’intera somma messa a disposizione del cliente e per il periodo in cui la somma stessa è messa a disposizione (quindi sull’affidato e non sull’utilizzato). La commissione può essere addebitata anticipatamente (all’inizio del trimestre); se poi il fido viene revocato prima del tempo, la relativa commissione deve essere rimborsata. Ovviamente il tasso di interesse si applica solo sull’utilizzo e per il tempo dell’utilizzo del fido.

Sconfinamenti. Per gli sconfinamenti la banca può chiedere il compenso per la veloce istruttoria e il tasso di interesse. Il compenso per l’istruttoria deve essere fisso e non espresso in percentuale. Per le imprese si può applicare una commissione di istruttoria per scaglioni di sconfinamenti, ma solo se scoperto è superiore a 5 mila euro e con al massimo tre scaglioni. La commissione non è dovuta quando si tratta di sconfinamento solo per valuta (e cioè quando deriva dal fatto che no sono stati ancora registrati versamenti sul conto e quindi lo scoperto è solo apparente). Resta il fato che la misura della commissione della istruttoria veloce va quantificata dalla banca: su questo calcolo il decreto impone trasparenza e adeguata motivazione, per controllare che non ci sia una lievitazione degli importi. La commissione non si applica ai consumatori nel caso di scoperto fino a 500 euro limitato a 7 giorni (spetta solo un benefit a trimestre), oppure per il rosso causato da pagamenti a favore della banca stessa.

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