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Scoperti 30mila evasori totali

di Marco Mobili

In quattro anni l'esercito degli evasori totali in Italia ha perso 30mila unità. A stanarli è stata la Guardia di Finanza che, inseguendoli in tutta Italia e oltreconfine, ha fatto emergere anche 64 miliardi di euro di ricavi totalmente occultati al Fisco. La stessa amministrazione finanziaria, prima dell'arrivo delle Fiamme gialle, non ne conosceva l'esistenza, visto che l'evasore totale non presenta né dichiarazioni né denunce annuali.
Per conoscerne nomi e cognomi pubblicandoli tutti come ha fatto la Grecia in questi giorni servirebbero almeno 10 pagine del Sole 24 Ore. Ma la gogna mediatica in Italia non è ancora prevista e quindi per tracciare l'identikit dell'evasore totale ci si può affidare agli studi elaborati in questi anni (Zizza-Marino del 2010) che sono stati recentemente rilanciati dal tavolo sulla riforma fiscale, presieduto da Enrico Giovannini, incaricato di studiare «l'economia non osservata».
Il ritratto che ne esce è quello di un evasore giovane, di età inferiore ai 44 anni, di sesso maschile e prevalentemente residente al Centro. È un autonomo e possiede immobili diversi dalla prima casa. Una fotografia che resta, comunque, il frutto di un'indagine statistica fondata sui bilanci delle famiglie della Banca d'Italia: questo mentre, secondo le stime ufficiali dell'economia sommersa, scrive Giovannini, l'evasore dovrebbe risiedere prevalentemente al Sud.
Molto più realistici appaiono le istantanee scattate nel 2011 dalle Fiamme Gialle in giro per l'Italia, che nel 2011 hanno portato all'emersione di 7.500 evasori totali. Sarà una coincidenza, ma gli ultimi in ordine di tempo li hanno scovati a Cortina, già al centro delle cronache per il blitz di San Silvestro condotto dall'agenzia delle Entrate. Si trattava di un idraulico, due artigiani del settore edile e un agente di commercio che abitavano tranquillamente nella valle ampezzana, con un tenore di vita elevato e senza aver mai presentato una sola dichiarazione dei redditi.
Altri 12 evasori totali, invece, sono emersi incidentalmente da un'operazione antifrode internazionale portata a temine dal nucleo di Como. E l'evasione è anche arte, come hanno imparato i 15 evasori totali scovati nella Capitale, tra cui c'erano un attore, un aiuto regista e professionisti capaci di evadere importi tali da sconfinare, in almeno otto casi nel penale.
A completare le istantanee delle Fiamme gialle non si possono dimenticare i due contribuenti veronesi che non se la sentivano di non denunciare proprio nulla al Fisco. Per questo nella loro dichiarazione dei redditi compariva un importo di 6 euro, mentre non c'era traccia alcuna dei 200 milioni di disponibilità finanziarie detenute all'estero e dei 65 milioni frutto della vendita di un terreno.
Non c'è dubbio, comunque, che la "gogna" mediatica utilizzata in Grecia trovi qualche estimatore anche nel nostro Paese visto che i partecipanti al gruppo di lavoro sull'evasione hanno indicato tra le misure da adottare quella di «pubblicare la lista di coloro che non versano alcuna imposta».

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