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Scontro sui salari per Lufthansa

Si aggrava lo scontro fra la Lufthansa e il sindacato degli assistenti di volo, che hanno scioperato ieri costringendo la compagnia di bandiera tedesca a cancellare circa 400 voli, poco meno di un quinto del totale giornaliero.
Il presidente del sindacato Ufo, che rappresenta circa i due terzi dei 18mila steward e hostess della Lufthansa, Nicolay Baublies, ha minacciato in serata di estendere l’agitazione venerdì prossimo per 24 ore, a tutti gli aeroporti tedeschi da cui opera Lufthansa, dopo che ieri sono stati coinvolti i tre scali principali di Francoforte, Monaco di Baviera e Berlino.
In tutto, secondo la compagnia, sono rimasti a terra ieri 43mila passeggeri. Cancellati anche alcune decine di voli da e per l’Italia. Un primo sciopero era stato messo in atto venerdì scorso, senza preavviso, solo a Francoforte, terzo aeroporto in Europa per volume di traffico, dopo il londinese Heathrow e il parigino Charles de Gaulle. La compagnia sostiene di essere riuscita ieri a limitare in parte i disagi avendo avvisato per tempo i passeggeri. La maggior parte delle cancellazioni ha riguardato voli nazionali o europei.
La vertenza si trascina da oltre un anno, ma è arrivata al punto di rottura a fine agosto. Il sindacato chiede un aumento dei salari, fermi da tre anni, del 5 per cento, retroattivo, e la limitazione dell’uso di lavoro interinale e dello spostamento di lavoratori verso le controllate low-cost, che hanno un trattamento meno favorevole. L’azienda da parte sua contropropone il 3,5 per cento e nota che già ora i dipendenti Lufthansa sono fra i meglio pagati d’Europa.
La compagnia con sede a Colonia è alle prese con le difficoltà che hanno colpito tutto il settore del trasporto aereo, dovute fra l’altro al forte aumento dei costi per il carburante legato all’incremento del prezzo del petrolio, e ha avviato un piano di ristrutturazione che prevede risparmi per 1,5 miliardi di euro. Il piano comprende anche una riduzione del personale di circa 4.500 unità, su un totale di 120mila dipendenti.
Nel primo semestre di quest’anno, la Lufthansa ha accusato una perdita operativa e ha annunciato di prevedere che questa si attesterà per l’intero 2012 a 500 milioni di euro, nonostante un secondo trimestre migliore delle previsioni. Nel 2011 la perdita operativa era stata di 820 milioni di euro. Lo sciopero inciderà a sua volta sui conti: secondo le stime degli analisti, le sole cancellazioni di voli di venerdì scorso e di ieri (senza tener conto quindi dell’ulteriore impatto di un eventuale sciopero generale di venerdì prossimo) potrebbero costare alla compagnia fra i 5 e i 10 milioni di euro. Nel febbraio scorso, la Lufthansa aveva subito le conseguenze dello sciopero dei controllori di volo di Francoforte, ma la portata di quell’agitazione era stata più limitata. Ieri il titolo, quotato alla Borsa di Francoforte, ha limitato le perdite, lasciando sul terreno l’1,33 per cento.
La vertenza Lufthansa è la prima, dell’attuale stagione di trattative salariali in Germania, a provocare forti disagi nella popolazione. A parte qualche sciopero limitato dei lavoratori del settore pubblico e dei bancari, infatti, la maggior parte dei negoziati si è risolta senza agitazioni. In particolare, nell’industria, e soprattutto fra i metalmeccanici che vengono abitualmente considerati la guida del movimento sindacale tedesco, le trattative si sono concluse con aumenti al di sopra dell’inflazione, favoriti dall’ottimo stato di salute del settore manifatturiero, e in primis dell’industria dell’auto.
Alle prese con la crisi del settore, invece, la Lufthansa ha deciso per ora di adottare una linea negoziale più dura. Anche altrove in Europa sono in corso vertenze nel trasporto aereo, da Air France a Iberia, che mettono a confronto i dipendenti con compagnie che attraversano serie difficoltà nei conti.

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