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Scontro sugli aiuti Esm alle banche

Il nuovo presidente del l’Eurogruppo, il ministro delle Finanze olandese Jeroen Dijsselbloem eletto ieri sera, non avrà vita facile. Non è stato chiamato soltanto per sostituire un grande vecchio dell’establishment europeo, il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker. Dovrà anche consentire ai 17 della zona euro di trovare un accordo su una questione tanto delicata quanto controversa e sulla quale l’Olanda ha posizioni intransigenti: la ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi.
L’intesa ieri sera era ancora in alto mare, segnata da «nodi tecnici», come ha ammesso il commissario agli affari economici Olli Rehn in una conferenza stampa. Il problema riguarda i modi in cui ricapitalizzare gli istituti in difficoltà una volta trasferita la vigilanza bancaria alla Banca centrale europea. L’accordo europeo prevede che il rafforzamento patrimoniale delle banche avvenga attraverso il fondo europeo Esm, senza oberare i bilanci pubblici. Ma può questa ricapitalizzazione diretta avvenire in modo retroattivo? «Considero questa questione molto importante – ha detto ieri il ministro delle Finanze francese Pierre Moscovici, entrando nella sede del Consiglio europeo dove ieri l’Eurogruppo ha tenuto la sua prima riunione dell’anno -, perché è attraverso questo canale che possiamo progredire nel rafforzare il sistema bancario» e spezzare finalmente il circolo vizioso tra bilanci bancari e bilanci sovrani. Dello stesso avviso si è detto all’inizio del mese lo stesso Juncker.
L’Irlanda, che al momento dello scoppio della crisi ha ricapitalizzato le proprie banche con denaro proprio provocando un incredibile aumento del debito pubblico, è in prima linea in questa battaglia. Ancora ieri il ministro delle Finanze Michael Noonan ha chiesto che la ricapitalizzazione dell’Esm avvenga in modo “retroattivo”. La partita riguarda anche la Spagna e soprattutto Cipro, al centro di un difficile negoziato per un pacchetto di aiuti che sarà deciso in marzo, ha confermato ieri sera Juncker.
Alcuni Paesi sono contrari all’ipotesi della ricapitalizzazione retroattiva. Germania, Finlandia e Olanda hanno spiegato nei mesi scorsi che la ripatrimonializzazione delle banche non può riguardare le attività precedenti la vigilanza unica. Non vogliono che l’Esm si assumi oneri legati a una gestione che non è stata controllata dal centro, nella fattispecie dalla Banca centrale europea, bensì dalla periferia, vale a dire dalle autorità nazionali di sorveglianza creditizia.
Interpellato ieri sera su questo aspetto, Dijsselbloem non si è esposto: «Il tema della ricapitalizzazione verrà discusso approfonditamente nei prossimi mesi». I ministri delle Finanze – che oggi in sede Ecofin dovrebbero dare il via libera ai negoziati in vista di una tassa sulle transazioni finanziarie in 11 paesi dell’Unione – hanno anche discusso dell’eventualità per i paesi di prendere partecipazioni (e quindi rischi) nelle banche aiutate dall’Esm, in modo da ridurre il rischio di azzardo morale negli Stati membri che chiedono il sostegno europeo.

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