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Scontro con l’Europa su Alitalia dopo il sì agli aiuti per Air France

Il via libera da Bruxelles all’intervento del governo francese per ricapitalizzare con 4 miliardi di aiuti di Stato Air France alimenta tensioni e imbarazzo nell’esecutivo Draghi, tuttora in attesa di un’approvazione da parte della commissione Ue al piano di rilancio di Alitalia. Un clima complicato, riassunto ieri dalle parole del ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini. «La trattativa non è in stallo», precisa il ministro, durante il question time alla Camera, specificando: «Il negoziato con la Commissione riguarda diversi aspetti del piano industriale del nuovo vettore. Nell’ambito del negoziato l’obiettivo del governo è individuare soluzioni che consentano la rapida operatività, anche allo scopo — ha proseguito Giovannini — di sfruttare la ripresa del mercato nei mesi estivi, evitando disparità di trattamento, anche alla luce delle recenti decisioni assunte dalla commissione Ue nei riguardi di Air France o Lufthansa». La ricapitalizzazione con soldi pubblici sia della compagnia franco-olandese sia di quella tedesca risulta, del resto, un nervo scoperto per il governo italiano, così come le condizioni avanzate da Bruxelles: a partire dal radicale taglio degli slot per autorizzare l’avvio dell’operatività della newco che subentrerà all’attuale Alitalia. Lufthansa e Air France se la sono cavata riducendo, rispettivamente, del 4 e del 6% i diritti di decollo e atterraggio, mentre al ministro dell’Economia, Daniele Franco, è stato chiesto nel corso della trattativa di rinunciare al 50% degli slot di Milano-Linate. Una pretesa rifiutata, tanto che nell’ultima proposta italiana il piano prevede una riduzione del 10% degli slot, la cessione dell’attività di handling e di parte della manutenzione.

L’obiettivo del governo lo ha ricordato ancora una volta Giovannini: «Salvaguardare al massimo i livelli occupazionali». Ma il destino dell’ex compagnia di bandiera oltre al fronte politico surriscalda quello sindacale. «Chiediamo una convocazione esplicita delle parti sociali dal governo per evitare una situazione drammatica sul piano dei posti di lavoro», ribadisce il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. «Non è possibile e accettabile che si subiscano una serie di diktat dall’Europa». A intervenire sono anche il segretario generale Uil Trasporti, Claudio Tarlazzi, e il segretario nazionale, Ivan Viglietti, denunciando la situazione: «Stiamo per sfiorare una tragedia sociale ed economica di portata nazionale, Alitalia è al collasso, il governo intervenga immediatamente».

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