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Scontro di perizie su FondiariaSai

La perizia di Vitale e Associati che premia la proposta di Sator e Palladio su Fondiaria Sai rispetto al piano di Unipol «non è condivisibile perché fondata su analisi inattendibili, criticabili nel metodo e in alcune ipotesi, e su considerazioni che non appaiono supportate da adeguato approfondimento». Parola di Gualtieri & Associati che il 3 luglio ha firmato un parere, richiesto da Unipol, rispetto ai contenuti dell’opinion di Vitale. Parere i cui passaggi salienti emergono a poche ore da un consiglio di amministrazione cruciale per il destino di Fondiaria Sai. Oggi, infatti, si riunirà il board della compagnia assicurativa per esaminare l’offerta di Sator e Palladio ma soprattutto, Consob e Procura permettendo, per dare il via libera alla pubblicazione del prospetto informativo dell’aumento di capitale da 1,1 miliardi. Iniezione che, se non ci saranno intoppi piuttosto che cambi di direzione, potrebbe già partire all’inizio della prossima settimana. A valle del cda Premafin di venerdì e della possibile riunione di Unipol di oggi.
Nel suo lungo parere, più o meno 13 pagine, lo studio Gualtieri & Associati confuta le conclusioni dell’analisi di Vitale secondo cui «la proposta di Sator e Palladio si concretizza per implicazioni di ordine economico-finanziario visibilmente superiori nell’ottica degli azionisti di Fondiaria Sai rispetto alla proposta Ugf. Tale considerazione è riferibile a tutti gli azionisti di FonSai, ivi inclusa, a tale titolo, Premafin». In particolare, Gualtieri sostiene che le stime di «accrescimento o riduzione del valore del capitale azionario detenuto dagli azionisti di FonSai a seguito di ciascuna delle due operazioni» sono tradite da «due vizi di impostazione», alcune delle ipotesi sottostanti i calcoli «non sono ragionevoli», e vi sono «alcune considerazioni qualitative che hanno poco fondamento». Quali sono i vizi? Il primo è che non è stata assicurata «coerenza logica in ottica comparativa». Ossia per Sator e Palladio si valuta il premio di controllo pagato agli azionisti di Fondiaria diversi dai due fondi, mentre per Ugf Vitale calcolerebbe «una stima dell’accrescimento/riduzione del valore» per i soci diversi da Premafin stante il progetto di integrazione. Il secondo vizio «sta nell’inversione logica tra fabbisogno del capitale ed entità dell’investimento». Gualtieri sostanzialmente sostiene che Vitale «premia chi investe meno soldi nel salvataggio di Fondiaria». Aspetto ritenuto non condivisibile poiché «l’ipotesi di un aumento di capitale di dimensioni più piccole rispetto a quelle preventivate appare allo stato poco fondata sulle prospettive industriali». Poi Gualtieri ritiene particolarmente «penalizzante» la scelta operata da Vitale nell’individuare il valore di Unipol (509 milioni) poiché «è pari a meno di due volte l’utile netto» della compagnia atteso per l’anno in corso mentre i competitor quotano sette volte i profitti stimati. Inoltre, la stabilità degli assetti proprietari garantita dall’offerta di Bologna non viene tenuta in considerazione, mentre invece ciò «rappresenta un caposaldo della regolamentazione di settore per assicurare la sana e prudente gestione degli intermediari finanziari». «In quest’ottica è certamente un valore un assetto azionario consolidato intorno ad un soggetto strategico con controllo di diritto rispetto a un’operazione che conduce ad una compagine azionaria transitoria». Infine, il parere contesta che non si considera il fatto che l’esborso per il diritto di recesso non tenga conto del fatto che Hike, Canoe e Limbo non potranno esercitarlo e punta anche il dito sul calcolo del nav di Premafin. Sui benefici ai soci di quest’ultima, poi, il parere è tranchant: con l’offerta Sator e Palladio «il nav di Premafin, calcolato sulla base dei prezzi di Borsa di FonSai, rimarrebbe ampiamente negativo e nell’ordine di 180 milioni».
Dato, a sua volta, sul quale sono però intervenute da parte dei consulenti della controparte alcune “rettifiche”. Nella stima di Gualtieri, si dice, non viene tenuto conto di un effetto molto importante ossia del re-rating sul titolo Fondiaria legato all’aumento di capitale a premio che verrà sottoscritto dai due fondi. Questo porterebbe il valore di Premafin a un dato positivo di 90 milioni.

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