Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Scontro Berlino-Ue su Atene

di Vittorio Da Rold

Ennesimo scontro tra Germania e Unione europea sul salvataggio della Grecia. Secondo fonti interne alla Commissione Ue, Atene avrebbe bisogno di altri 15 miliardi di euro supplementari e il commissario Ue Olli Rehn avrebbe chiesto agli Stati dell'Eurozona «un sforzo in più». Secondo fonti Ue, gli ispettori internazionali vedono un gap di 15 miliardi, dopo l'accordo con i privati (PSI) e il secondo piano-aiuti approvato il 26 ottobre 2011. La richiesta di Olli Rehn sarà valutata oggi nell'Euro working group mentre a Berlino si riuniranno i ministri delle Finanze dei quattro paesi tripla A, Germania, Finlandia, Lussemburgo e Olanda. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ieri si è subito opposto all'ipotesi di nuovi fondi affermando che «la Grecia ha bisogno di una riduzione del debito pubblico nel portafoglio dei privati di circa il 50%», mentre «non ha affatto bisogno di un maggiore contributo da parte del pubblico, od Osi, official sector involvment».
Intanto la comunicazione dell'accordo fra Institute of International Finance, che rappresenta 450 tra le maggiori banche private, ed Atene sulla ristrutturazione del debito dovrebbe avvenire «a mercati chiusi» questo fine settimana. Lo hanno indicato sempre fonti Ue sottolineando che saranno i ministri finanziari dell'eurozona a pronunciarsi. La riunione dell'eurogruppo non è ancora stata confermata per lunedì, ma viene dato per certo un incontro poiché gli ambasciatori a Bruxelles sono stati già pre-allertati.
Insomma la partecipazione dei governi e della Bce all'operazione debito ellenico sarebbe sul tavolo visto che è stata già discussa almeno una volta a livello tecnico. Il commissario agli Affari economici Olli Rehn, indicano le stesse fonti, che è sulla stessa lunghezza d'onda del Fmi di Christine Lagarde, ha già messo sull'avviso i governi che tale partecipazione sarà necessaria a fronte del peggioramento dei «dati» di Atene.

Il presidente dell'Eurogruppo, e primo ministro lussemburghese, Jean-Claude Juncker, ha lanciato l'allarme quando ha ricordato che «i negoziati in corso tra Atene e i creditori privati sulla ristrutturazione volontaria del debito sono estremamente difficili».
In effetti ci sono ancora molte incognite: secondo alcuni osservatori la Bce potrebbe evitare di assumere una posizione fino a quando non ci sarà l'accordo tra Grecia e privati, ma altri escludono completamente questa ipotesi. Dei 219 miliardi di euro di titoli di Stato dell'area euro rilevati con il programma di acquisti (SMP), secondo alcune stime i bond greci detenuti dalla Bce ammonterebbero a 36-55 miliardi. Basterebbe che la Bce rinunciasse ai guadagni su questi bond acquistati al 70% del valore per mettere sul piatto 12-15 miliardi di euro. I tedeschi però si oppongono al fatto che la Bce intervenga perché ritengono questa partecipazione come «trasferimento fiscale», mossa vietata dai Trattati Ue. Un pericoloso precedente.
Ma le pressioni aumentano su Francoforte. Sempre nell'ambito dell'OSI (official sector involvement) il ministro delle Finanze greche Evangelos Venizelos ha detto ieri che «la Bce dovrebbe essere coinvolta nello swap».
I tempi stringono: il 20 marzo scade un bond greco da 14,4 miliardi di euro e nelle casse elleniche ci sono secondo l'Fmi appena 11 miliardi. La quotazione del bond – che riflette un rendimento teorico oltre il 1.000% – contempla una ristrutturazione. Secondo le ultime indiscrezioni, i creditori privati accetteranno una svalutazione del 70% dei propri diritti ed i rendimenti dei nuovi bond potrebbero variare tra il 3,5% ed il 4%, facendo così cancellare 100 miliardi di debito ad Atene, che attuerà i rimborsi in conto capitale tra 30 anni.
Naturalmente le banche private cercano di limitare la perdita netta di valore dei titoli detenuti (circa il 70%): quanto meno perderanno quanto più dovranno aggiungere gli stati per assicurare che il debito/Pil greco passi dal 160% al 120% nel 2020, limite considerato dal Fmi come «sostenibile».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Segnali contrastanti sul fronte Atlantia-Cdp. L’opinione prevalente è che la cordata coagulata in...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non si tratta solo di scegliere una nuova data a partire dalla quale si potrà di nuovo licenziare. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La proroga del Temporary Framework europeo (il Quadro temporaneo sugli aiuti di Stato) consentirebbe...

Oggi sulla stampa