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Scontro aperto nella Ue sul progetto Tobin tax

L’obiettivo di introdurre una tassa sulle transazioni finanziarie in 11 paesi della zona euro si sta rivelando sempre più difficile, e forse anche sempre più improbabile. Oltre alle incertezze politiche, ieri si sono aggiunti dubbi legali. Gli esperti giuridici del Consiglio hanno preparato un parere che considera illegale la proposta presentata dalla Commissione. Dal canto suo, l’esecutivo comunitario ha ribadito la bontà del suo progetto legislativo. È scoppiato un diverbio tra le due istituzioni.
Undici paesi della zona euro – Germania, Francia, Italia, Spagna, Austria, Portogallo, Belgio, Estonia, Grecia, Slovacchia e Slovenia – hanno deciso di perseguire la strada della cooperazione rafforzata, adottando una tassa sulle transazioni finanziarie, nonostante l’opposizione di molti paesi della Ue, tra cui il Lussemburgo e la Gran Bretagna. Le trattative si sono dilungate in questi mesi. L’Italia, per esempio, si è opposta alla tassazione delle transazioni relative alle obbligazioni pubbliche.
Secondo un documento interno al Consiglio, circolato ieri nelle istituzioni europee, il progetto comunitario «va oltre la giuridiszione fiscale dei paesi membri così come previsto comunemente dal diritto internazionale». Il piano, poi, non è compatibile con il diritto europeo «perché viola la competenza fiscale dei paesi non partecipanti». Per principio, la questione di una tassa sulle transazioni finanziarie è delicata perché va a toccare il fisco, competenza ancora nazionale. Sempre secondo il parere del servizio giuridico del Consiglio, una imposta di questo tipo in soli 11 paesi su 28 rischia di essere «discriminante», provocare «distorsioni alla concorrenza», ed essere «un ostacolo» al libero movimento dei capitali. Per bocca della sua portavoce, il commissario al Fisco Algirdas Semeta, ha ribattuto: «Ribadiamo che la nostra proposta di tassa sulle transazioni finanziarie è giuridicamente corretta e pienamente in linea con i trattati europei e il diritto internazionale».
Oltre a essere motivo di divisioni tra i paesi membri, l’idea di una Tobin Tax è ormai anche fonte di imbarazzante diverbio tra le istituzioni comunitarie. Da Berlino, la Germania ha confermato l’intenzione di appoggiare il progetto comunitario: «I dubbi giuridici devono essere chiariti il più velocemente possibile», ha detto il ministero delle Finanze. Il progetto prevede una aliquota dello 0,1% per le azioni e le obbligazioni, dello 0,01% per i derivati. Londra, che ha deciso di portare la questione davanti alla Corte di Giustizia dell’Unione, ha espresso soddisfazione per il parere giuridico del Consiglio. Ieri sera era difficile fare previsioni su come evolverà la situazione, tanto più che i negoziati tra gli 11 sono stati complessi fin dall’inizio. Da sempre, alcuni esponenti di spicco delle istituzioni europee hanno espresso scetticismo sull’esito finale delle trattative. I ministri delle Finanze degli 11 dovranno ora discutere il parere legale e decidere il da farsi.

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