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Sconto fiscale alle imprese dell´innovazione

ROMA – Credito d´imposta per chi investe in ricerca, aumento della platea delle piccole imprese che possono utilizzare la contabilità semplificata (il tetto sale a 600 mila euro), sblocco di 2 miliardi del Fondo rotativo per il sostegno degli investimenti, mentre raddoppia per salire fino ad un milione la soglia di compensazione dei crediti fiscali.
Sono questi i contenuti del decreto del ministro per lo Sviluppo Corrado Passera intitolato “Misure urgenti per il riordino degli incentivi, la crescita e lo sviluppo sostenibile”. Il provvedimento ieri non figurava all´ordine del giorno del Consiglio dei ministri convocato per oggi: potrebbe essere inserito “fuori sacco” all´esame del Consiglio dei ministri a meno che l´emergenza terremoto non imponga un diverso timing. In questo caso ci si potrebbe limitare ad una discussione generale oppure a un ennesimo rinvio (sarebbe il quarto). Più lento invece l´iter dell´altro decreto di Passera che riguarderebbe il rilancio del mercato immobiliare, a partire dall´aumento del bonus sulle ristrutturazioni dal 36 al 50 per cento. Su entrambi i decreti si lavora soprattutto alla ricerca delle coperture finanziarie.
In primo piano c´è comunque la spinta alla ricerca e allo sviluppo a colpi di sconti fiscali. E´ previsto un super credito d´imposta per ricerca e sviluppo, valido già da quest´anno fiscale: è riservato a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica e dalle dimensioni aziendali, che iscrivono a bilancio almeno 50 mila euro di investimenti in attività di ricerca e sviluppo. Sull´ammontare di queste spese si applica un beneficio fiscale del 30 per cento e si potrà usufruire del credito d´imposta fino ad un tetto massimo di 600 mila euro. La misura è prevista dall´articolo 3 della bozza del provvedimento.
Assai ampio lo spettro delle spese che consentiranno di beneficiare dello sconto fiscale e del relativo credito d´imposta. In prima linea le scommesse sul futuro e sull´economia del “sapere”: saranno incentivate ricerche «sperimentali o teoriche» per l´acquisizione di nuove conoscenze «senza che siano previste applicazioni o utilizzazioni pratiche dirette». Agevolata anche la ricerca applicata, le nuove tecnologie, il miglioramento dei prodotti, l´acquisto di laboratori scientifici e di piattaforme informatiche. Nel computo entrerà anche l´assunzione, a tempo indeterminato o con contratto di apprendistato, di alte professionalità: il costo di laureati magistrali in discipline tecnico-scientifiche e di dottorati di ricerca potrà entrare nello sconto fino al 100 per cento.
La bozza del decreto-sviluppo, composta da una quarantina di articoli, prevede anche di elevare da 516 mila euro ad un milione il limite delle compensazioni e dei rimborsi dei crediti Iva. Il tetto potrà salire fino a 2 milioni se l´impresa che vanta il credito Iva ha un bilancio certificato. La misura è da tempo richiesta delle aziende. «La situazione finanziaria delle società e dei gruppi societari già provata dai ritardi di pagamento fra Pubblica Amministrazione e impresa e fra le stesse imprese – si legge nella Relazione illustrativa al decreto – è spesso messa in ulteriore difficoltà anche dal ritardo con il quale vengono erogati i rimborsi vantati nei confronti dell´erario come, per esempio, i rimborsi per crediti Iva ed Ires».
Si profilano anche altre novità per l´Iva: la bozza del decreto prevede l´innalzamento del numero delle aziende a contabilità semplificata che possono beneficiare del pagamento trimestrale dell´imposta sul valore aggiunto oltre che di minori adempimenti burocratici. Il tetto per accedere alla contabilità semplificata sale – articolo 18 del decreto – da 400 mila a 600 mila euro di ricavi.

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