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Sconti fiscali, incentivi e risparmi sull’energia ecco gli aiuti alle aziende

Uno sconto fiscale consistente per le imprese che investono in attrezzature, macchinari, impianti, software.

L’estensione dell’Ace, l’incentivo alla capitalizzazione, anche alle aziende che non sono in utile ma vogliono crescere. Una riduzione del 10% della bolletta elettrica per le piccole e medie imprese. Questi i tre capisaldi del “decreto competitività” che arriverà in Consiglio dei ministri il prossimo 20 giugno, come annunciato ieri dal premier Matteo Renzi alla direzione nazionale del Pd e illustrato dal ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi all’assemblea generale di Confindustria. A cui si affiancherà «nelle prossime settimane un piano straordinario per il made in Italy», anticipa Guidi, con l’obiettivo di aumentare «le imprese stabilmente esportatrici di almeno 20 mila unità entro il 2015».
«Dobbiamo spingere le nostre imprese a internazionalizzarsi, a fare ricerca, a innovare», incalza il ministro. Ma «chi corrompe non può stare in Confindustria», minaccia il presidente degli industriali Giorgio Squinzi, perché «fa male alla comunità e al mercato». E «qualsiasi macchia si faccia all’Expo non è grave, è imperdonabile». È questo «il momento di costruire un’Italia nuova», continua Squinzi. Un’Italia che «lega i salari ai risultati aziendali». Che ha bisogno di un contratto a tempo indeterminato conveniente e semplificato, ma non a tutele crescenti. E di «decidere rapidamente». «Il tempo delle eterne liturgie è trascorso», dice ai sindacati. Al governo Squinzi chiede di passare ai fatti: «La nostra disponibilità è immutata e completa, fate le riforme, ne abbiamo bisogno per ricreare lavoro, reddito, coesione sociale. Non deludeteci».
Anche perché, dice ancora Squinzi, «la crescita nel 2014 non ci sarà».
Renzi risponde per ora con il decreto competitività. Provvedimento in gestazione, probabilmente un decreto legge, frutto della triangolazione tra Palazzo Chigi, Economia e Sviluppo economico. Al suo interno troverà posto una «significativa agevolazione fiscale» sul 50% di investimenti extra che l’impresa deciderà di fare – «in beni strumentali e asset intangibili» – lungo una finestra di tempo prefissata, si pensa ad un anno. In pratica, se incremento gli investimenti di 20 milioni, su 10 milioni avrò un bonus fiscale, ancora da quantificare. La misura sarebbe dunque una tantum, a cavallo del 2014 e 2015. Una sorta di Tremonti bis da affiancare alla nuova Sabatini e al credito d’imposta per la ricerca e lo sviluppo, entrambe misure già avviate dal ministro Guidi.
Nel decreto ci sarà poi il pacchetto per «rafforzare il patrimonio delle imprese» e favorire «la loro quotazione in Borsa», visto che «sono molto indebitate e le banche avranno maggiori difficoltà a sostenere questi livelli di indebitamento». L’incentivo si sostanzia nell’estendere l’Ace – l’Aiuto alla crescita economica ideato dal governo Monti – anche alle aziende che non fanno margini e vogliono rilanciarsi. In pratica la deduzione fiscale per le imprese che ricapitalizzano varrà non solo ai fini Ires (imprese in utile), ma anche ai fini Irap, a partire dal 2015 sui redditi di quest’anno.
Infine il piano di riduzione della bolletta energetica per un miliardo e mezzo dal 2015, il 10% in meno. «È mia intenzione compiere per la prima volta un’ampia opera di equità tariffaria, limando tutte le forme di sovra-remunerazione», ha spiegato ieri Guidi. Si punta ad eliminare extra costi e voci improprie, oltre che a comprimere alcune voci, come gli incentivi alle rinnovabili. In totale circa 15 interventi sulle componenti in bolletta.
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