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Scommessa sulle valute per battere la recessione

di Alessandro Chini e Alessandro Magagnoli

A turbare i sonni dei risparmiatori si è aggiunta una nuova grana, l'inflazione. Il fenomeno è mondiale e anche in Italia i prezzi al consumo sono saliti a settembre del 3% su base annua toccando il massimo dall'ottobre del 2008. Se davvero il futuro ha in serbo per i Paesi più evoluti una fase di recessione, forse il risparmiatore potrebbe dare una sbirciatina all'andamento dei tradizionali beni rifugio come oro e argento ma anche valute come franco svizzero e yen per valutarne l'eventuale inserimento in portafoglio.

Oro e argento hanno fatto registrare performance stellari negli ultimi anni, quindi è lecito temere che i prezzi siano saliti troppo per essere ancora allettanti. Tuttavia, tenendo conto dell'inflazione, le quotazioni sono ancora sotto i massimi storici. Ma esiste davvero una prospettiva di ulteriori apprezzamenti? Il ribasso subito dalle quotazioni del metallo giallo dal picco di settembre, per quanto veloce ed esteso, rimane per il momento caratterizzato da tratti correttivi. Solo discese sotto area 1.500 dollari potrebbero fare temere una vera e propria inversione di trend per il prezzo dell'oro. In caso contrario il rialzo avrebbe spazio per riprendere con primo target in area 2.000 dollari. Obiettivi successivi si collocano in area 2.050 e 2.350 dollari, rendendo quindi credibile l'ipotesi di test dei precedenti massimi storici aggiustati per l'inflazione. Anche nel caso dell'argento è corretto considerare la fase di ripiegamento degli ultimi mesi come correttiva. Se i prezzi si manterranno sopra i 23,50 dollari il trend rialzista di lungo termine potrebbe trovare la forza per riprende con obiettivi anche sopra i picchi di area 49,50.

L'idea di acquistare oro e argento non appare quindi azzardata, a patto di proteggere gli acquisti in caso di discese sotto i livelli di supporto. Più delicato il discorso nel caso delle valute. Il franco svizzero ad esempio, dopo aver avvicinato contro euro la parità ad agosto, è scivolato verso area 1,23/24, andando a testare la media mobile a 200 giorni e la linea di tendenza tracciata dal picco di fine 2009. Acquisti di franchi sui livelli raggiunti di recente sono possibili, il margine di potenziale rivalutazione è infatti ampio, mentre il livello oltre il quale abbandonare questa strategia (collocato in area 1,2750) è relativamente vicino così da rendere favorevole il profilo di rischio di operazioni in favore di franco. Un'altra moneta che si è dimostrata forte contro l'euro nell'ultimo triennio è stata lo yen giapponese. Anche in questo caso esistono spazi di ulteriore rivalutazione contro euro che rendono potenzialmente interessante l'acquisto, mentre il livello oltre il quale la strategia perderebbe di interesse è abbastanza vicino da rendere la scommessa contro la moneta unica relativamente poco costosa.

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