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Scommessa digitale nel decreto Sviluppo

ROMA — Una rivoluzione digitale investirà nei prossimi anni la scuola, la giustizia, la sanità e in generale tutta la Pubblica Amministrazione. Al punto che il decreto Sviluppo bis, approvato ieri dal Consiglio dei ministri, viene presentato da Passera, Patroni Griffi e Profumo (Sviluppo economico, Funzione pubblica e Istruzione) come “decreto crescita 2.0”. Oltre allo “switch off” (il passaggio) dalla carta al bit, il provvedimento da 400 milioni voluto «per trasformare il Paese », nelle parole del premier Monti, proverà a spingere il Pil incentivando le grandi infrastrutture con il credito d’imposta e sostenendo le nuove imprese innovative, le start up.
Intanto, dopo lo scandalo di Tributi Italia con l’arresto di Saggese, il governo ha deciso di prorogare di sei mesi l’affidamento della riscossione delle tasse ad Equitalia, fino al 30 giugno 2013, che altrimenti da gennaio sarebbe passato in capo ai Comuni, per riformare l’intero sistema. Nel decreto sugli enti locali in dissesto, varato sempre ieri, l’esecutivo ha poi predisposto un rigido piano di rientro di 5 anni, con controlli ogni sei mesi della Corte dei Conti.
L’agenda digitale parte dunque dal documento unificato che sostituirà carta d’identità, tessera sanitaria e carta dei servizi. «Sarà gratis, abbiamo trovato le coperture, circa 82 milioni a regime, a cui sottrarre i 20 già stanziati per la carta servizi», ha assicurato Patroni Griffi. Cittadini e imprese saranno dotati, da gennaio, di domicilio digitale, ovvero di posta elettronica certificata (Pec). I dati sanitari saranno consultabili in tutta Italia e racchiusi nel fascicolo e nella cartella clinica elettronici. Le ricette digitali soppianteranno le attuali e arriveranno al 90% entro il 2015. «Ogni ricetta ci costa un euro e ne produciamo 800 milioni l’anno». Scatta poi il divieto per le amministrazioni di scambiarsi documenti in carta, la responsabilità per i dirigenti che non usano la firma digitale e l’obbligo nei processi civili e penali di notifica alle parti (escluso l’imputato) via Pec. Sul fronte scuola – dal 2013-2014 per medie e superiori e dal 2014-2015 per le elementari – il libro di testo uscirà «in formato ridotto, affiancato da un compendio elettronico », ha spiegato Profumo. In parallelo, tutta la vita scolastica e universitaria confluirà in un fascicolo digitale. Dati che arricchiranno la nuova “Anagrafe nazionale della popolazione residente” che gestirà a livello centrale quelle esistenti (8 mila comunali).
«Oneri azzerati» per le nuove start up.
Passera ha spiegato «che potranno assumere in modo flessibile, pagare anche con azioni e stock options defiscalizzate, raccogliere fondi con il
crowdfunding su Internet, godere di norme semplificate e incentivi fiscali». Le risorse disponibili, 200 milioni, saliranno per il Mezzogiorno. Le infrastrutture strategiche (sopra i 500 milioni) godranno di credito d’imposta Ires e Irap, “abbonate” per tre anni, non oltre il 50%. «Abbiamo individuato 15 miliardi di infrastrutture da agevolare con questa misura, così da portarci vicino all’obiettivo di legislatura di 50 miliardi», ha detto Passera. Infine, 150 milioni stanziati per portare la banda larga a piccoli Comuni e comunità montane e 600 milioni al Sud (già disponibili). Nel decreto c’è poi anche la proroga di un anno al dicembre 2013 della concessione alla Carbosulcis per l’estrazione del carbone e la proroga del regime tariffario favorevole per Alcoa nell’energia.

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