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Scissione parziale senza elusione

Il trasferimento di funzioni a valore contabile dalla holding a tre società controllate operative non configura elusione. Nella recente risposta ad una istanza di interpello presentata da un gruppo industriale intenzionato a porre in essere un’operazione riorganizzativa, l’agenzia delle Entrate torna ad affrontare la possibilità di procedervi con una scissione parziale a favore di più beneficiarie già esistenti senza ricadere in una ipotesi di elusione.
Più precisamente, un gruppo industriale strutturato con una holding di partecipazioni proprietaria del 100% delle quote di tre società operative impegnate in tre diversi settori vuol procedere ad una riorganizzazione interna. Per rafforzare l’autonomia gestionale e patrimoniale di queste società, si vorrebbero trasferire loro alcune funzioni aziendali della holding, la proprietà degli immobili industriali utilizzati dalle partecipate sulla base di contratti di affitto, personale e impianti strumentali alla produzione. La holding manterrà alcune importanti funzioni centrali, quali gestione del personale e tesoreria di gruppo.
La società intende procedere con una propria scissione parziale verso le tre controllate al 100%, che sarebbero quindi le beneficiarie. La scissione avviene a valori contabili senza procedere ad un aumento di capitale sociale delle tre beneficiarie da assegnare ai soci della holding in quanto, dal punto di vista patrimoniale, si assume che il controllo totalitario della holding sulle beneficiarie sia circostanza idonea ad escludere a priori qualsiasi ipotesi di pregiudizio per i soci della holding e quindi la necessità di un concambio di scissione (sul punto viene richiamata la massima n.23 del Consiglio Notarile di Milano, secondo cui non sembrerebbe necessario determinare il rapporto di cambio nei ca si come quello in esame).
Dal punto di vista fiscale, la società istante ha richiamato il precedente contenuto nella risoluzione n.12/E del 16 gennaio 2009. Infine, la società precisa che è esclusa qualunque prospettiva di cessione a terzi degli immobili trasferiti alle beneficiarie e segnala la presenza di perdite fiscali formatesi prima dell’opzione per il consolidato fiscale di gruppo a cui avevano aderito tutte le società coinvolte nell’operazione.
L’agenzia delle Entrate, senza entrare nel merito della configurazione civilistica dell’operazione, conferma un principio molto importante su cui si dibatte in questo periodo in tema di normativa fiscale anti-abuso: se l’operazione proposta si basa su valide ragioni economiche e non è preordinata a successivi atti realizzativi a tassazione agevolata, non è classificabile come elusiva e il contribuente può accedervi, trattandosi di possibile alternativa fra quelle che il sistema societario mette a disposizione.
Nel caso di specie, quindi, il trasferimento dei compendi aziendali è stato ritenuto funzionale a consentire una loro autonoma gestione imprenditoriale da parte delle società beneficiarie, con conseguente giustificabilità tributaria del ricorso alla scissione anziché ad operazioni equivalenti, in termini di configurabilità finale del gruppo, come ad esempio il conferimento.

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