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Scioperi, l’altolà dell’Authority «Legge italiana per Ryanair»

Anche Ryanair dovrà rispettare integralmente le normative sullo sciopero stabilite dalla legge 146 del 1990. Per il vettore low cost irlandese valgono le stesse regole che si applicano alle compagnie italiane; oltre al rispetto delle regole sul preavviso, la durata e la revoca dovrà garantire le prestazioni indispensabili in caso di sciopero, e partecipare alle procedure di conciliazione presso il ministero del Lavoro per cercare di evitare lo svolgimento di un’agitazione. La conseguenza di tutto ciò è che anche i sindacati dovranno rispettare i periodi di franchigia – in cui è vietato scioperare – nella proclamazione di una protesta in Ryanair, come accade per le altre aviolinee.
È questo l’effetto della delibera dell’Autorità di garanzia per gli scioperi che ha “normalizzato” il rapporto con la compagnia irlandese fino a poco tempo fa intenzionata a non riconoscere la validità dell’applicazione delle regole italiane ai propri voli. «Con l’applicazione a Ryanair delle regole della legge 146 – sottolinea il presidente della Commissione di garanzia Giuseppe Santoro-Passarelli – si compie un cammino virtuoso ed importante, per la tutela dei diritti dei cittadini utenti del servizio di trasporto aereo. Negli ultimi mesi, abbiamo riscontrato una crescente disponibilità della compagnia irlandese a confrontarsi con la Commissione, riconoscendo regole di garanzia nell’esercizio del diritto di sciopero che, di fatto, sono le uniche esistenti nell’Unione Europea, e sappiamo quanti disagi hanno arrecato i blocchi dei voli, anche recenti, nello spazio comunitario».
Con la delibera dello scorso 6 dicembre finisce il trattamento “speciale” riservato alla low cost. Fino a febbraio 2017 la tesi sostenuta da Ryanair era che gli scioperi proclamati da organizzazioni sindacali italiane non avrebbero avuto alcun impatto sull’operatività dei voli previsti dalla compagnia. Il vettore irlandese ha espressamente chiesto all’Autorità di non darne conto, neanche come informazione online sul calendario scioperi del sito e di non ritenersi vincolata ai tentativi di conciliazione al ministero per scongiurare le astensioni, così come previsto dalla legge. Ma l’Autorità sugli scioperi, il 16 febbraio 2017, ha deciso ugualmente di regolare la materia con un regime “speciale” e, lasciando di fatto alla responsabilità di Ryanair una valutazione di impatto circa le eventuali adesioni agli scioperi, ha chiesto alla compagnia di rispettare le regole sul preavviso minimo, sulla revoca tempestiva e sulla durata massima delle azioni di sciopero. Con il monito che, in caso di un’errata valutazione di impatto sull’utenza di uno sciopero, la compagnia sarebbe stata sanzionata.
Ma di fronte all’esplosione del conflitto sindacale, con gli scioperi proclamati da Filt-Cgil e Uil Trasporti il 25 luglio e il 28 settembre scorsi, quando si è verificata la mancata garanzia nelle fasce di alcuni voli Ryanar, l’Autorità ha iniziato a considerare la necessità di revocare il “regime speciale” accordato, per assoggettare integralmente la compagnia irlandese alla legge italiana.
I forti disagi creati dagli scioperi a livello europeo (non regolamentati da alcuna norma), hanno quindi spinto Ryanair a riconoscere i sindacati come interlocutori, e a sottoscrivere lo scorso 14 agosto con Anpac e poi con Anpac, Anpav e Fit-Cisl un contratto collettivo per piloti ed assistenti di volo, lasciando fuori dal tavolo Cgil, Uil, Ugl (la compagnia motiva questa scelta sostenendo che si tratta di sigle non rappresentative tra i propri lavoratori). Sul fronte contrattuale, come ha rilevato Salvatore Pellecchia (Fit-Cisl) «i piloti di Ryanair, come già gli assistenti di volo, hanno diritti e tutele più in linea con le norme italiane», e si «procede verso l’allineamento al sistema di regole vigente in Italia».
Tornando l’Autorità, nei mesi scorsi si sono intensificati i contatticon i vertici della compagnia irlandese, e alla richiesta formulata lo scorso 8 novembre di fornire in futuro rassicurazione sulla garanza delle prestazioni indispensabili in caso di sciopero, Ryanair ha risposto il 28 novembre assicurando il proprio impegno. «L’auspicio – sostiene Santoro-Passarelli – è che questo confronto tra le parti e con le parti possa proseguire, per rafforzare un sistema di efficienti relazioni industriali e per pervenire alla definizione di regole il più possibile condivise».

Giorgio Pogliotti

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