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Scioperi contro i licenziamenti e il governo studia nuove regole

Il governo studia un sistema di regole che impedisca alle aziende di chiudere dall’oggi al domani per delocalizzare, abbandonando i lavoratori al loro destino senza nemmeno sedersi a un tavolo con le istituzioni. Ma intanto i sindacati danno inizio a due settimane di scioperi e proteste. Fiom, Fim e Uilm hanno indetto due ore di sciopero che ogni Rsu aziendale potrà scegliere di fare quando ritiene opportuno da qui a fine luglio. Mentre nelle città colpite dai licenziamenti ci saranno anche cortei e manifestazioni.Oggi a Firenze interverranno i sindacati nazionali per la protesta indetta da Cgil, Cisl e Uil a sostegno dei 422 dipendenti licenziati dalla Gkn di Campi Bisenzio: per la Fiom arriverà la segretaria generale Francesca Re David. E in tutte le chiese dell’Arcidiocesi di Firenze verrà recitata una preghiera speciale per i lavoratori, ha annunciato l’arcivescovo, cardinale Giuseppe Betori.La vicenda dell’azienda di componentistica per auto che ha comunicato ai propri dipendenti l’intenzione di licenziarli via whattsapp è diventata per tutti, anche per il governo Draghi, un paradigma inaccettabile delle politiche industriali delle multinazionali in Italia. Le stesse multinazionali che magari godono anche di sostegni e sovvenzioni (quelli ricevuti dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dalla Regione Toscana da Gkn dal 2017 a oggi ammontano a oltre due milioni di euro) e se ne vanno rifiutandosi persino di sedersi a un tavolo con i rappresentanti del governo per cercare di dare un minimo di sostegno ai dipendenti che rimangono senza lavoro.Dopo la riunione lampo di giovedì scorso, interrotta dal viceministro dell’Econonomia Alessandra Todde perché l’avvocato di Gkn si rifiutava di considerare i rappresentanti delle istituzioni come interlocutori, il ministero dello Sviluppo economico adesso si riserva di riconvocare l’azienda, a condizione che però questa volta a trattare arrivino manager in grado di prendere le decisioni.Domani a scendere in piazza saranno invece in Brianza i 152 lavoratori della Gianetti Ruote di Ceriano Laghetto (Monza), licenziati via email. Fim, Fiom e Uilm hanno indetto uno sciopero generale territoriale di 4 ore. Giovedì 22 della vertenza si discuterà al tavolo convocato ancora dal viceministro Todde. Giovedì sciopero di 8 ore anche dei 340 lavoratori della Whirlpool di Napoli, che arriveranno a Roma per manifestare e per ottenere almeno le 13 settimane di Cig previste dalla legge, mentre i lavoratori dell’ex Ilva incroceranno le braccia martedì 20. La protesta in questo caso è diretta verso il Mise, che secondo i sindacati non ha dato «alcuna risposta sia per le questioni inerenti le prospettive industriali ed occupazionali sia per la gestione ordinaria».Il ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti assicura invece che presenterà il piano entro fine mese. E per quanto riguarda i lavoratori licenziati dalle multinazionali dopo la caduta del divieto di licenziamento, Giorgetti sta studiando un sistema di regole che rendano più complicato chiudere e delocalizzare. In ogni c aso per i lavoratori licenziati, adesso, e per altre vertenze che potrebbero sorgere da qui ai prossimi mesi, diventa fondamentale poter contare su un percorso “universale” di ammortizzatori sociali e formazione. La riforma «è all’ultimo miglio», ha assicurato qualche giorno fa il ministro del Lavoro Andrea Orlando, che dovrebbe riconvocare le parti sociali a giorni per chiudere entro fine mese, e arrivare alla legge di Bilancio con le idee chiare sulle risorse.

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