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Scioglimento per le società di comodo

di Marco Bellinazzo e Antonio Criscione

Per le società di comodo si profila un possibile scioglimento "indolore" pagando un'imposta per la chiusura. È una delle ipotesi circolate ieri, in un giorno di grande impegno per i tecnici del ministero dell'Economia e per i parlamentari che stanno predisponendo gli emendamenti per la manovra di Ferragosto. Ancora non c'è invece un'indicazione univoca sull'imposta anti-evasione proposta dalla Lega Nord che ha visto un'iniziale formulazione in un emendamento a firma di due senatori del partito di Via Bellerio.

La stretta contro «l'abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive» dovrà consentire di recuperare un gettito importante per sopperire ai mancati introiti derivanti dalla cancellazione del contributo di solidarietà (3,8 milioni in tre anni). Si punta a colpire, in particolare, tutte quelle strutture giuridiche che non svolgono effettive attività produttive alle quali sono intestati beni di lusso, come auto di grande cilindrata e barche di prestigio.

Sulle società di comodo l'ultima stretta risaliva al Dl 223/ 2006, ovvero alla cosiddetta manovra Visco-Bersani e l'inserimento nella legge di conversione nella manovra di Ferragosto 2011 sarebbe un segnale di continuità "bipartisan". Probabilmente però la misura, per essere resa praticabile e mettere alle strette le società interessate, vedrà anche un inasprimento dei paletti già previsti nell'attuale normativa.

Le società di comodo, infatti, già adesso sono soggette a una serie di limitazioni (si veda la scheda accanto). Per arrivare alla chiusura è presumibile che tutti questi limiti siano ulteriormente alzati, in modo che anche chi non dovesse prendere la strada dello scioglimento, si vedrebbe presentare un conto più salato passando alla cassa.

Quanto alla tassa antievasione, la formulazione dell'emendamento presentato dai senatori leghisti, prevede che essa colpisca i proprietari (o titolari di altro diritto reale) di immobili di lusso, ville o immobili storici, navi o imbarcazioni da diporto, di auto, aerei, elicotteri (tutti con potenza superiore a specifiche soglie), cavalli da corsa o da equitazione e opere d'arte con valore assicurativo oltre 200mila euro. Sarebbero invece esclusi beni come le abitazioni principali, i fabbricati strumentali delle imprese e i beni ricevuti in successione.

L'aliquota indicata dai due senatori leghisti è del 10 per cento della base imponibile, dalla quale detrarre l'imposta netta media corrisposta in tre periodi e l'Ici. Per le persone giuridiche la detrazione non potrà superare il 50% dell'imposta netta. Se le detrazioni annullano l'imposta, per le persone fisiche, non si dà luogo per l'eccedenza a un credito d'imposta. Però l'imposta anti-evasione non sarebbe a sua volta detraibile dalle imposte pagate.

Nella proposta non viene indicata direttamente una periodicità dell'imposta, ma è da immaginare che indirettamente, un riferimento al quinquennio contenuto in uno dei passaggi dell'emendamento, faccia pensare a una cadenza quinquennale.

In realtà ieri a tarda sera i lavori erano ancora in corso e saranno ripresi stamattina per dare a queste misure un assetto definitivo.

 

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