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Schiaffo della Bce ad Atene: basta liquidità

La Bce di Mario Draghi ha lanciato un severo richiamo al governo di Atene, nell’ambito della trattativa di rinegoziazione del debito e del programma di salvataggio con l’Ue, depotenziando il valore dei titoli di Stato greci. Dall’11 febbraio le banche greche non potranno utilizzare come garanzia collaterale per rifinanziarsi presso la Bce «gli strumenti di debito quotati emessi o garantiti dalla Repubblica ellenica». L’istituzione di Draghi sostanzialmente fa capire di considerare a rischio il buon esito del piano di salvataggio della Grecia, che dovrebbe scadere il 28 febbraio prossimo in assenza delle attese ulteriori proroghe. Per il ministero delle Finanze greche la Bce ha deciso di mettere pressioni sull’Eurogruppo. Subito dopo l’annuncio di Draghi sui mercati sono riapparsi i timori sul caso Grecia. L’euro si è deprezzato sul dollaro a 1,13 e la Borsa di Wall Street ha girato al ribasso. 
Il premier greco di estrema sinistra Alexis Tsipras ha incontrato i vertici delle tre principali istituzioni europee a Bruxelles e poi il presidente francese François Hollande a Parigi per chiedere tempo per elaborare un piano di rilancio dell’economia del suo Paese, sprofondata nella recessione dopo le misure di austerità imposte dalla troika composta da Commissione europea, Bce e Fondo monetario di Washington in cambio dei prestiti di salvataggio. I presidenti europopolari della Commissione europea e del Consiglio dei 28 governi, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk, gli hanno anticipato la linea rigida della cancelliera tedesca Angela Merkel, disponibile alla trattativa se viene garantito il rispetto dei principali impegni presi dal precedente premier greco di centrodestra. Maggiori aperture sono arrivate da eurosocialisti come Hollande e il presidente tedesco dell’Europarlamento Martin Schulz. Ma Merkel ha detto di non ritenere che «la posizione degli Stati membri sulla Grecia divergano in modo sostanziale», sia sul rispetto degli impegni, sia sul mantenimento di Atene «nell’area dell’euro».
Tsipras ha spiegato di aver «bisogno di tempo per negoziare senza ultimatum». Vorrebbe preparare con Ue e Germania un piano quadriennale di rilancio dell’economia reale, tipo «piano Marshall», con misure «radicali» in grado anche di «combattere la corruzione», «attaccare l’evasione fiscale» e «rendere efficace l’apparato pubblico». Hollande ha condiviso la linea greca antimisure di austerità per «un’Europa più solidale, più politica e più rivolta alla crescita», esortando Tsipras alla «responsabilità comune». A Berlino respingono le ipotesi di autoriduzione del debito e gli aumenti della spesa per alleviare l’impoverimento di milioni di greci. «Questi negoziati saranno difficili e richiederanno cooperazione, dialogo e sforzi determinati da parte della Grecia», ha detto Tusk. La trattativa dovrebbe iniziare con un Eurogruppo straordinario l’11 febbraio prossimo. Il giorno dopo si salirà al massimo livello politico nel summit a Bruxelles dei capi di Stato e di governo dell’Ue.

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