Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Schäuble: salvataggi delle venete legittimi

Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schäuble, ha dichiarato che i recenti salvataggi delle banche italiane «non sono stati un errore» e ha ricordato che sono stati approvati dalla Commissione europea, ma ha anche sottolineato che l’Unione europea si è data delle regole per il bail-in nei casi delle banche in crisi e che queste devono essere applicate. Alla vigilia del consiglio della Banca centrale europea, che potrebbe cominciare a preparare il terreno per la riduzione dello stimolo monetario, Schäuble ha inoltre ribadito le sue critiche alla politica dell’istituto di Francoforte.
In un collegamento video da Berlino con una conferenza organizzata dal quotidiano «Handelsblatt» su «Banking in transizione», il ministro ha risposto a una domanda se riteneva che fosse stato un errore il salvataggio delle banche italiane nei mesi scorsi con l’uso di denaro pubblico (un riferimento al caso del Monte Paschi e delle due banche venete). «No – ha ribattuto Schäuble – nella misura in cui sono in linea con le regole europee. E la direzione generale della Commissione sulla concorrenza ha approvato. Non siamo noi i padroni dell’Europa». Il ministro ha però anche tenuto a sottolineare che l’Europa si è data una direttiva per la ristrutturazione delle banche in crisi (Brrd) e che questa deve essere messa in atto. Anzi, ha sostenuto che il problema dell’Europa, anche in materia bancaria, è che ci sono delle norme che poi non vengono applicate, ribadendo anche la sua opposizione all’introduzione dell’assicurazione comune dei depositi prima che vengano ridotti i rischi nei bilanci delle banche.
Fatta la premessa di essere un difensore dell’indipendenza della banca centrale e di aver fatto gli auguri al presidente della Bce Mario Draghi per il suo 70esimo compleanno domenica scorsa, Schäuble ha poi proceduto con il suo ormai abituale attacco alla politica monetaria della Bce, affermando che questa è «inusuale, il che significa che non è usuale o normale. Dobbiamo tornare a una politica monetaria normale. Siamo tornati a una situazione economica normale più rapidamente di quanto ci si aspettasse».
In passato, Schäuble è arrivato ad accusare la politica monetaria della Bce di alimentare la popolarità del partito populista di estrema destra AfD.
Il ministro ha evitato di rispondere a una domanda sulla sua intenzione di restare nell’incarico, che ricopre da otto anni, dopo le elezioni del 24 settembre prossimo, limitandosi a osservare che se si è ricandidato per il Bundestag (è il deputato più longevo del Parlamento tedesco essendo stato eletto per la prima volta nel 1972) è «perché si diverte ancora».
Le critiche del ministro delle Finanze alla Bce sono in linea con quelle espresse alla stessa conferenza dall’establishment finanziario tedesco, in particolare dai capi delle due più grandi banche private, Deutsche Bank e Commerzbank, e dal presidente dell’associazione tedesca delle casse di risparmio, il politico bavarese Georg Fahrenschon. I banchieri tedeschi hanno ripetuto che la politica dei tassi d’interesse negativi sui depositi delle banche presso la Bce danneggia i bilanci delle banche. Cryan ha anche sostenuto che i bassi tassi stanno creando «segnali di bolle» in un numero crescente di comparti dei mercati dei capitali. È improbabile che i tassi salgano presto, secondo le aspettative di mercato, dato che la Bce ha sempre detto di volerli alzare solo «ben dopo» la conclusione del programma di acquisto di titoli, il cosiddetto Qe, che si presume continuerà ancora per buona parte del 2018.

Alessandro Merli

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Nel governo stiamo ancora ragionando.Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ennesima ripartenza per “l’araba fenice” d’acciaio. Probabilmente l’ultima, l’ultim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sulla prescrizione, tra Cartabia e Bonafede, un accordo si sta profilando come possibile. Può regg...

Oggi sulla stampa