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Scendono i rendimenti dei BoT


La prima asta governativa dopo il triplice declassamento del rating dell'Italia da parte di Standard&Poor's, Moody's e Fitch è andata anche meglio delle aspettative.

Il ministero dell'Economia ha collocato 9,5 miliardi di Bot, di cui 7 miliardi con scadenza annuale e 2,5 miliardi con scadenza a 74 giorni: la domanda resta buona, ma la novità sono i rendimenti in calo, seppure confrontati con il picco dei tassi segnato a metà settembre in piena turbolenza dei mercati.

Il termometro dell'asta sono i BoT a 12 mesi: il rendimento lordo è sceso da 4,15% del 12 settembre al 3,57%, con una domanda di 13,1 miliardi e un rapporto di copertura di 1,88 contro l'1,53 registrato a settembre. Sommata con le richieste sui BoT a 74 giorni, la domanda complessiva ha superato i 20 miliardi.

La flessione del rendimento sul titolo con scadenza annuale non è relativa soltanto al picco settembrino: il tasso riconosciuto agli investitori è inferiore anche al 3,67% pagato nell'asta dei 12 mesi del 12 luglio scorso, un altro mese in cui era stata registrata una forte turbolenza sui mercati. Nelle sessioni di agosto e giugno, invece, i rendimenti erano stati inferiori: 2,95% il tasso spuntato ad agosto (quando la Bce aveva iniziato ad acquistare titoli italiani sul mercato secondario), rispetto a un rapporto di copertura di 1,94 volte; 2,14% il rendimento del 10 giugno, a fronte di un rapporto di copertura di 1,71 volte. I BoT a 74 giorni hanno spuntato, invece, un rendimento di 1,735 per cento. L'esito dell'asta migliore delle attese non si spiega soltanto con il clima di minore tensione sui titoli di Stato italiani: è tornata un po' di fiducia, ma ha fatto sentire il suo effetto anche il recente innesto di liquidità deciso dalla Banca centrale europea, che ha annunciato liquidità illimitata per le banche per 12 mesi. Ieri gli operatori hanno visto in movimento sui BoT soprattutto gli istituti di credito ed investitori, italiani ed esteri, sia in asta ma anche sul mercato secondario.

In effetti, per quanto sia un po' sceso, un rendimento del 3,57% su 12 mesi è comunque alto e rappresenta un'ottima occasione per investire la liquidità. In ogni caso le quotazioni che lunedì si sono viste sul mercato grigio erano più elevate di quelle spuntate ieri, segno che comunque l'interesse per l'asta è stata maggiori di quanto ci si aspettasse.

La cartina di tornasole sull'entità del ritorno della fiducia e degli investitori sui titoli di Stato tricolori si avrà giovedì, quando è prevista l'asta dei Btp (si veda articolo sotto).

Nonostante l'esito del collocamento dei Bot, ieri qualche lieve tensione sulle curve dei rendimenti si è vista. Lo spread tra Btp a 10 anni e Bund è tornato a scollarsi da quota 350: in mattina era partito sotto quella soglia, ma nel pomeriggio è tornato sui 355 punti, mentre il rendimento sui Btp decennali è salito fino al 5,63 per cento. In aumento, in verità, anche il rendimento dei Bund, che in giornata ha toccato un picco di 2,09 per cento. In lieve crescita anche lo spread tra Bonos spagnoli (con un rendimento sui titoli decennali iberici del 5,02%) e Bund, tornato sopra 290 punti.

A pesare sui rendimenti ieri è stato il clima di attesa per il voto slovacco al fondo Efsf, rivelatosi negativo in serata. Le notizie sulla revisione del piano di sostegno alla Grecia e dei target fissati con Ue e Fmi, invece, sono già state scontate dal mercato: la ristrutturazione del debito con le banche potrebbe portare un haircut fino al 60% (rispetto al 21% ipotizzato in una prima fase) mentre la tranche di aiuti da 8 miliardi slitterà da ottobre a novembre.

Sempre ieri ad Atene si è tenuta un'asta di titoli semestrali per un importo di 1,3 miliardi: nel caso greco il rendimento continua ad essere in aumento di sei punti base rispetto alla precedente asta di settembre, arrivando a 4,86 per cento. In flessione la domanda, con un rapporto di copertura sceso da 3,02 a 2,73.
 

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