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Scatto delle bollette di luce e gas

di Jacopo Giliberto

Il primo aprile e sino a fine giugno luce e gas costeranno di più. Il 3,9% in più l'elettricità e il 2% il metano. Lo ha deciso l'Autorità dell'energia, che ogni tre mesi aggiorna le bollette con un sistema automatico di adeguamento. Nelle tasche degli italiani pesa la somma di tre effetti. I rincari del greggio, al quale è agganciato il prezzo del gas che si usa nelle case ma anche che si brucia nelle centrali elettriche. Secondo effetto, il maggiore peso degli incentivi alle fonti rinnovabili, come il fotovoltaico dopo la corsa degli ultimi mesi a costruire nuovi impianti e come il contestato sussidio Cip6 ad alcuni grandi impianti energetici industriali. E anche – terzo motivo – un ritocco normativo che ha prodotto un rincaro notevole.

È il caso di spiegare. Finora c'era un'ambiguità su come calcolare nella bolletta il valore dei certificati verdi, cioè i diritti per la produzione di corrente elettrica da fonti ecologiche che sono quotati alla borsa elettrica. Finora l'Autorità dell'energia ha scelto di considerare l'interpretazione "ribassista" della normativa e di far pagare ai consumatori il valore minimo, che è nell'ordine dei 700 milioni l'anno. Con il decreto legislativo sulle fonti rinnovabili d'energia il governo ha chiarito che invece il valore da imputare alle bollette è un altro. Il doppio: 1,4 miliardi l'anno. Da qui le facili proteste che ieri hanno espresso alcune associazioni dei consumatori e alcuni partiti d'opposizione.

Spiega l'authority che sulla corrente «un +0,9% è determinato dagli andamenti dei mercati, cui si aggiunge un +3% per l'incentivazione delle rinnovabili, finanziate attraverso la bolletta elettrica».

Qualche dettaglio. C'è stata la «crescita ininterrotta delle quotazioni petrolifere dal gennaio 2009 (+45% negli ultimi 12 mesi e +145% in due anni), con picchi di oltre 116 dollari al barile per il Brent, il greggio di riferimento nei mercati europei; dall'altro – specifica l'organismo indipendente di settore – sui prezzi dell'energia elettrica incide, in particolare, il finanziamento delle rinnovabili per complessivi 4,9 miliardi di euro, tra cui 1,4 miliardi di euro per i certificati verdi e 2,4 miliardi di euro per il fotovoltaico».

C'è per fortuna il bonus, lo sconto per 2,8 milioni di famiglie povere o numerose, che ha assegnato sconti su luce e gas per circa 460 milioni di euro.

Per l'energia elettrica, l'aumento si traduce in un incremento della spesa di 16,5 euro su base annua per la famiglia tipo, cioè quella che consuma 2.700 chilowattora l'anno con un contatore da 3 chilowatt. Dal primo aprile il chilowattora costerà 16,17 centesimi, 0,1 centesimi in più.

Per il metano, l'incremento del 2% comporta un aumento di circa 21 euro su base annua della spesa media di una famiglia tipo residente, con riscaldamento individuale e consumi medi di 1.400 metri cubi l'anno. Il metro cubo costerà 76,52 centesimi, 1,5 in più.

Protesta il Pd («Come se non bastasse, nuove stangate in vista»), disappunto della Coldiretti («Un aumento preoccupante dei costi di produzione che in agricoltura fanno segnare nel 2011 un aumento medio dell'4,9% con punte del 19,3 per cento per i mangimi e del 6,5 per cento per i carburanti agricoli»), e sono scontente le maggiori associazioni dei consumatori, come l'Adoc, l'Adiconsum e il Codacons. A parere dell'Adiconsum, «è necessario modificare gli articoli 27 e 28 del decreto legge, nei quali si prevede di gravare sulle tariffe del gas per incentivare l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili termiche. Si abolisce così il meccanismo del 55%, che ha funzionato molto bene».

 

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