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Scatto dell’auto a gennaio: +10,9%

Prezzo dei carburanti in flessione, speranze sulla crescita dell’export grazie all’euro debole, Qe e tassi bassi, convinzione che le elezioni greche portino ad un allentamento dell’auterità anche in Italia. Per Gian Primo Quagliano, presidente del Centro studi Promotor, sono le condizioni che hanno favorito il volo del mercato dell’auto a gennaio: 131.385 immatricolazioni ed un progresso del 10,91%.
Un risultato che sarebbe stato anche superiore, senza i problemi tecnici legati alla carenza di targhe con conseguente rinvio delle consegne.
Ma anche – sottolinea Massimo Nordio, presidente dell’Unrae – un risultato ottenuto soprattutto grazie al traino degli acquisti di auto destinale al noleggio oltre che alla distribuzione di modelli in fase di lancio commerciale. Perché le immatricolazioni di auto destinate ai privati sono cresciute solo del 2%, a dimostrazione di un «potenziale di sostituzione inespresso – avverte Nordio – e che richiede al decisore pubblico di definire una strategia di rilancio dei temi della sicurezza e dell’ambiente attraverso una seria politica di stimolo al rinnovo del parco circolante». Non incentivi, per l’Unrae, ma detraibilità e deducibilità per famiglie ed imprese.
Nel frattempo il mercato vola grazie al boom del noleggio che cresce di 6 punti percentuali e raggiunge il 21% di quota del mercato mentre la quota dei privati scende dal 68 al 62,5%. Ed aumentano dell’8,4% in volume le consegne a società.
Per L’Anfia, tuttavia, è comunque positiva una crescita a due cifre che non si registrava più dal marzo 2010, anche se restano lontani i livelli ante crisi: «A gennaio 2007 – ricorda Roberto Vavassori, presidente di Anfia – le vetture immatricolate erano state 250.311». A suo avviso, inoltre, il parco circolante è talmente invecchiato in questi ultimi anni, a causa della crisi che rinviava gli acquisti per sostituzione, da rendere inevitabile un’inversione di tendenza, soprattuttro dove il servizio di trasporto pubblico non rappresenta un’alternativa soddisfacente. E’ anche vero, però, che le nuove generazioni non considerano più l’auto di proprietà uno status symbol e si abituano ad utilizzare quelle a noleggio.
Filippo Pavan Bernacchi, presidente di Federauto, invita alla prudenza e ritiene che il 2015 possa chiudersi con un progresso intorno al 5%, riportando le consegne ai livelli del 1983.
Intanto l’inizio dell’anno ha premiato Fca che ha chiuso gennaio con 37.346 immatricolazioni ed un incremento dell’11,35%, per una quota salita dal 28,31 al 28,42%. Merito soprattutto del marchio Jeep (+388,34%) mentre Fiat cresce del 9,47%, Alfa Romeo del 2,58% e Lancia Chrysler cede l’11,28%.
Il gruppo Volkswagen si colloca al secondo posto con una crescita del 5,38% ed una quota del 13,26%: stazionaria Audi, in progresso limitato Volkswagen, crescono a due cifre Seat e Skoda. Vola (+27,31%) Renault, trascinata sia dal marchio francese sia da Dacia. Frena Psa (-5,90%) mentre Ford registra un incremento del 25,64%. Male Gm (-7,65%) e mese positivo per Daimler (+15,76%) e per Bmw (+4,92% a causa del freno rappresentato da Mini). I due gruppi tedeschi sono alle spalle di Hyundai (+20,67%) e Toyota (+21,73%) e precedono Nissan (+25,06%) e Jaguar Land Rover (+18,21%).

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