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Scatto del Pil Usa rialzo tassi vicino le Borse cedono

ROMA.
L’economia americana fa uno scatto ma le Borse cedono. Perché vedono avvicinarsi un rialzo dei tassi Usa, peraltro già annunciato a breve e perché s’accentuano le tensioni geopolitiche dopo l’abbattimento del jet russo da parte della Turchia.
Così, mentre il Pil americano cresce nel terzo trimestre del 2,1%, più di quanto emerso nei risultati preliminari, i mercati azionari prendono una piega negativa. Ovunque in Europa prevale il segno meno mentre Wall Street si salva in chiusura. Milano lascia sul campo l’1,55% del valore. Commentando il dato, la Casa Bianca avverte che la domanda interna non smette di crescere a ritmo sostenuto mentre quella estera frena, continuando a pesare sulla crescita globale.
Al di qua dell’Oceano, rallentano anche le esportazioni italiane verso i paesi extra Ue: meno 1,7% a ottobre , meno 4,5% rispetto al 2014. Secondo l’Istat l’andamento risente della minor crescita dei paesi emergenti e della Cina in particolare. C’entra anche questo dato nel gran ribasso della Borsa di Milano dove soffrono tutti i titoli del lusso, penalizzati pure dai tagli contenuti in un rapporto sul settore di Nomura.
Ma i dati, quello americano come quello italiano, hanno sì una loro importanza nell’andamento delle Borse mondiali, ma non quanta ne ha la storia del jet russo. Come sempre quando accadono eventi tanto traumatici, i mercati guardano subito agli equilibri geopolitici e temono contraccolpi. Gli esperti dicono anche che, a preoccupare, più che l’episodio in sè, sia la reazione rabbiosa di Putin (“una pugnalata alle spalle”) che fa presagire nuove tensioni. Non a caso, tra i titoli crollano proprio quelli legati ai viaggi. E comunque, si scatenano i realizzi su tutte le piazze europee, in parallelo proprio con le sorti dell’aereo. In chiusura Francoforte cede l’1,43%, Parigi l’1,41% e Londra lo 0,45%. I titoli delle varie compagnie aeree sono in ribasso. Come sempre, quando ci sono tensioni nell’aria, petrolio e oro si rafforzano. L’euro è debole e lo spread resta sotto quota 100.
Se questa è la cornice, sotto sotto, lo sprint dell’economia americana, destinata quest’anno a crescere del 2,5%, riporta dritto alla questione dei tassi. La responsabile della Federal Reserve, la signora Janet Yellen, ancora l’altro giorno ha ricordato che un rialzo è previsto a breve, si dice entro dicembre. E dunque c’è poco da speculare: i tassi Usa, si sa, cresceranno e andranno dunque in una direzione opposta a quelli europei, che sono sempre minimi. Proprio oggi, a margine del lancio ufficiale della nuova banconota da 20 euro, dotata di nuovi, sofisticati accorgimenti anti-falsificazione, è previsto un discorso del membro del board Bce, Yves Mersch , che dovrebbe fare un po’ di chiarezza. La speranza dei mercati è che il ritocco Usa sia graduale. Yellen in qualche maniera l’ha confermato: «Io e i miei colleghi abbiamo indicato che sarà appropriato iniziare a normalizzare i tassi… Molti di noi si aspettano che il passo della normalizzazione sia graduale». Al contrario, una mossa troppo repentina potrebbe mettere a rischio la ripresa e forzare la Fed a tornare sui suoi passi.
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