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Scatta la corsa ai covered bond

Martedì UniCredit, mercoledì Monte dei Paschi, ieri Intesa Sanpaolo. A giudicare dalle emissioni a spron battuto di questi giorni sembra proprio che i «covered» bond abbiano preso piede anche nel nostro paese. Le obbligazioni garantite da una parte dell'attivo della banca emittente, generalmente un portafoglio di mutui, sono diffuse da tempo in Europa e soprattutto in Germania, ma per il nostro paese rappresentano uno strumento relativamente recente, visto che sono state introdotte nel maggio 2005.

La bufera finanziaria post-Lehman e la necessità di ridurre il costo della provvista aumentato di riflesso alla crisi di fiducia nei confronti del sistema finanziario ha però mutato anche le abitudini delle banche italiane, dirigendole verso un prodotto che, proprio perché «garantito», costa un po' meno in termini di rendimenti e soprattutto incontra perfettamente la domanda degli investitori. Ben lo sa Intesa Sanpaolo, che non più di un mese fa aveva avuto difficoltà a collocare un bond senior e che ieri, invece, ha fatto incetta di richieste.

Il «covered» da 2,5 miliardi di euro ha scadenza agosto 2016 e una cedola annuale del 4,375%. È stato lanciato con la collaborazione di Banca Imi, Barclays Capital, Deutsche Bank, Natixis e Ubs e ha ricevuto, secondo quanto riportato da Radiocor, ordini per 4,4 miliardi di euro. La domanda sostenuta degli investitori ha permesso di fissare un prezzo che equivale a un rendimento a scadenza del 4,406%, ovvero 150 punti base sopra il tasso mid swap: un'enormità se si pensa a quanto si riusciva a spuntare qualche anno fa, ma pur sempre un valore inferiore rispetto allo spread di 185 punti base pagato da Mps con il suo covered a 7 anni di due giorni fa e ai 165 punti base del 12 anni di UniCredit.

La banche italiane sono in buona compagnia in questo periodo: nel solo mese di gennaio, secondo le stime di Deutsche Bank, le emissioni di covered bond sono state pari a 43 miliardi di euro. Tutti cercano di approfittare del calo di tensione sui problemi del debito sovrano per assicurarsi la provvista a prezzi ragionevoli. L'operazione di Intesa Sanpaolo (al secondo covered da inizio anno) è la maggiore per importo a livello continentale dal novembre 2007. Gran parte della domanda è arrivata da fondi di investimento (64,3%), soprattutto da Germania (34,8%) e Francia (20,9%).

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