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Scandalo Libor, in arrivo le sanzioni Ue

La Commissione europea ha presentato ieri un giro di vite nel settore delicato e controverso degli abusi di mercato. Il tentativo è di dare una risposta rapida e incisiva allo scandalo Libor scoppiato nelle ultime settimane in Gran Bretagna. L’esecutivo comunitario non ha escluso che le autorità europee possano assumersi il compito di vigilare direttamente su alcuni indici di mercato, e si è interrogato pubblicamente sul modo in cui vengono calcolati.
«Le conseguenze dello scandalo Libor concernono la quasi totalità delle istituzioni finanziarie del pianeta» ha detto ieri il commissario per la giustizia, la lussemburghese Viviane Reding. «La vicenda ha delle ricadute sui prestiti per gli studenti e sui prestiti ai consumi. Anche le imprese ne sono vittime». Alcune banche inglesi e internazionali sono accusate di avere manipolato il tasso d’interesse Libor utilizzato come parametro in numerose operazioni finanziarie nell’Unione.
«Comportamenti di questo tipo devono essere sanzionati», ha aggiunto il commissario al mercato interno, il francese Michel Barnier. La Commissione ieri ha presentato una serie di emendamenti a due testi legislativi – un regolamento e una direttiva – già presentati alla fine dell’anno e che hanno l’obiettivo di punire gli abusi di mercato. L’esecutivo comunitario ha aggiunto nella bozza dei testi che anche la manipolazione degli indici è perseguibile penalmente (si veda Il Sole 24 Ore di ieri).
Ieri la Commissione ha fatto un passo ulteriore. Durante una conferenza stampa qui a Bruxelles, Barnier ha parlato esplicitamente della possibilità che le autorità europee vigilino su questi indici di mercato: «Tutto è sul tavolo salvo lo status quo e l’autoregolamentazione», ha detto il commissario. «Dobbiamo proporre nuovi metodi riguardo alla vigilanza di tassi d’interesse di riferimento e indici». La Federazione bancaria europea (EBF) ha dato ieri un suo accordo di principio.
Nella sua conferenza stampa, la signora Reding è stata particolarmente dura con le autorità inglesi: «Non sono rimasta molto convinta dall’azione della Banca d’Inghilterra: aveva ricevuto anni fa un avvertimento che le cose non si stavano sviluppando per il verso giusto. Non agì. Lo scandalo Libor mette in luce gravi manchevolezze nel processo di governance». Il commissario alla Giustizia ha spiegato che la stessa Banca centrale europea potrebbe vigilare sugli indici.
In campo penale, Londra gode di una clausola di opt-in, in altre parole può (non deve) aderire alle norme europee. «Accogliamo con piacere le proposte della Commissione che consideriamo tempestive e logiche» spiegava ieri un diplomatico inglese. «Stiamo valutando la legislazione inglese in questo campo. L’analisi terminerà in settembre. Successivamente decideremo come porci nei confronti delle proposte europee. Non vogliamo comunque che i testi legislativi europei annacquino la legislazione inglese».
«Dietro alla manipolazione del Libor c’è una assenza totale di morale», ha precisato sempre ieri Barnier, che ha denunciato «il comportamento scandaloso di un certo numero di attori finanziari a scapito dei cittadini, delle imprese e dei poteri pubblici». Secondo il commissario francese i giudici dovrebbero poter punire anche con la prigione i casi più gravi. La speranza dei due commissari europei è che i due testi legislativi, già in discussione al Parlamento, possano entrare in vigore nel 2014.

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