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Scandalo Dieselgate Volkswagen pagherà i clienti “traditi”

BERLINO — Una sentenza storica, una batosta per Volkswagen ma in prospettiva per tutte le aziende coinvolte nel “dieselgate”, nella sistematica manipolazione delle emissioni dei gas di scarico. L’Alta corte federale di Karlsruhe giudica «immorale» la manomissione dei motori da parte del colosso di Wolfsburg, e la fa risalire esplicitamente a «una decisione strategica dell’azienda». I vertici di VW, sostiene, sapevano. E il gruppo è stato condannato per la prima volta a risarcire un cliente. Al netto dei chilometri percorsi, ma non degli interessi accumulati da allora, a Herbert Gilbert, che aveva comprato nel 2014 una Vw Shazan usata per circa 31.500 euro, è stato riconosciuto un rimborso di 26.500 euro.
Soddisfatte le associazioni dei consumatori, che parlano di «una pietra miliare» nel lungo contenzioso con Volkswagen sul dieselgate. «È la prima volta che la più alta corte civile crea una certezza per milioni di consumatori nella disputa sulle manipolazioni dei motori diesel», ha commentato Claus Goldenstein, l’avvocato che difendeva i diritti dei proprietari di Vw davanti alla Cassazione. Gilbert, in realtà, aveva fatto ricorso contro una precedente sentenza del Tribunale regionale di Coblenza che non voleva riconoscergli l’intero valore d’acquisto. La decisione dei togati di Karlsruhe, pur dando ragione a Coblenza e sottraendo da quella somma una quota di usura calcolata in base ai chilometri percorsi, ha formulato un verdetto che può fare da apripista ad altre decine di migliaia di processi.
Volkswagen ha annunciando a caldo che formulerà «proposte» a chi ha già fatto ricorso. Un portavoce ha promesso offerte «semplici e pragmatiche». Il colosso di Wolfsburg ha risarcito finora 262 mila clienti che hanno ricevuto all’incirca il 15% del prezzo d’acquisto, tra 1.250 e 6.257 euro.
L’esborso complessivo è stato di 830 milioni di euro – una frazione degli oltre 15 miliardi di dollari incassati dai consumatori americani per ordine dei giudici statunitensi. E i rimborsi intorno al 15% del valore con cui Vw se l’è cavata finora in Germania sono anche molto meno di quanto Karlsruhe abbia riconosciuto a Gilbert. Tuttavia il risarcimento deciso dalla Cassazione è legato all’obbligo di restituire l’auto. E Volkswagen conta di convincere molti clienti ad accettare un accordo che consenta loro di tenersela, incassando un rimborso inferiore. Anche perché chi l’ha usata molto rischia un risarcimento più basso, visto che per formularlo i giudici guarderanno al consumo chilometrico. Secondo la stessa azienda di Wolfsburg, sono circa 60 mila i processi ancora in corso e dunque i clienti cui arriverà in tempi brevi un’offerta.
Stando a un calcolo dell’Associazione delle assicurazioni tedesche (GDV) del gennaio 2019, i risarcimenti medi si aggirano intorno ai 23 mila euro e potrebbero costare oltre un miliardo a Volkswagen.
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