Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Scambio dati Ue in due tempi

Dati finanziari senza più segreti nell’Unione europea. Lo scambio automatico di informazioni tra i 28 paesi riguarderà anche dividendi, interessi, capital gain, saldi dei conti correnti e dei conti deposito. Tali fattispecie si aggiungeranno alle cinque già previste per lo scambio automatico (redditi da lavoro, compensi per i dirigenti, polizze vita, pensioni, proprietà e redditi immobiliari).

La cooperazione «potenziata» tra stati membri partirà a settembre 2017, contemporaneamente cioè allo scambio di informazioni secondo il Common reporting standard dell’Ocse. È quanto hanno deciso ieri a Bruxelles i ministri delle finanze dei paesi membri dell’Ue, approvando una modifica alla direttiva 2011/16/Ue che disciplina lo scambio di dati ai fini fiscali. L’Ecofin ha pure dato l’ok alla già annunciata clausola anti-abuso da inserire nella direttiva «madri-figlie» (si veda ItaliaOggi dell’8 novembre scorso), che sarà ufficializzata in uno dei prossimi incontri.

Scambio informazioni. La proposta di modifica alla direttiva del 2011 era stata avanzata dalla Commissione Ue nel giugno 2013. Lo scambio automatico di dati tra le diverse tax authorities, in programma dal 1° gennaio 2015 per le cinque categorie già previste dalla direttiva, sarà così allargato anche agli investimenti finanziari. Si partirà entro la fine del 2017. Entro quella data sarà pronta anche l’Austria, che ha reso noto ieri di non volersi avvalere a pieno della deroga ottenuta lo scorso ottobre. Il modello di cooperazione si allinea a quello previsto su scala mondiale dall’Ocse e recepito dai ministri delle finanze del G-20 durante il vertice australiano di Cairns il 20 e 21 settembre 2014.

Madri-figlie. Il consiglio dei ministri europei ha autorizzato anche la modifica alla direttiva 2011/96/Ue, con l’obiettivo di impedire il tax planning spregiudicato da parte delle multinazionali. In particolare, l’Ecofin ha condiviso la volontà di introdurre una clausola anti-abuso nella direttiva «madri-figlie» per prevenire utilizzi strumentali delle norme comunitarie e assicurare una maggiore coerenza nella loro applicazione nei diversi stati membri. L’emendamento chiede ai governi di astenersi dal concedere i benefici della direttiva alle operazioni che non sono supportate da valide ragioni economiche, ma poste in essere solo per ottenere un vantaggio fiscale. La clausola sarà introdotta in modalità «de minimis»: ciascun paese, cioè, avrà la facoltà di prevedere a livello nazionale regole più stringenti, purché rispettose dei requisiti minimi europei. La modifica alla direttiva sarà ratificata in una delle prossime riunioni dell’Ecofin, ma si tratterà di un passaggio solo formale, senza ulteriori discussioni. Il termine per il recepimento viene fissato al 31 dicembre 2015. Dopo la modifica volta a impedire abusi di diritto legati ai finanziamenti ibridi infragruppo (pagamenti dedotti come interessi passivi in uno stato e esentati da tassazione come dividendi nell’altro stato), adottata nel luglio scorso, si completa così il restyling della direttiva.

I commenti. «La modifica alla direttiva sulla cooperazione amministrativa è un passo cruciale nella lotta all’evasione fiscale», commenta Pier Carlo Padoan, ministro italiano dell’economia e presidente di turno (per l’ultima volta) dell’Ecofin, «è la fine del segreto bancario nell’Ue. Noi, come stati membri dell’Unione, stiamo facendo da esempio nel contesto internazionale». Il titolare di via XX Settembre esprime soddisfazione anche riguardo alle correzioni sulla direttiva madri-figlie: «l’accordo sulla clausola anti-abuso consentirà agli stati una più efficace azione di contrasto alle frodi», prosegue Padoan, «ogni paese membro dovrà garantire un livello minimo di protezione contro gli utilizzi indebiti delle agevolazioni. Questo garantirà anche una più equa tassazione per le imprese in Europa». Positivo pure il giudizio del commissario Ue agli affari economici e monetari, il francese Pierre Moscovici, secondo il quale «le decisioni prese dai ministri delle finanze europei sono due pietre miliari, che aprono a una nuova era di lotta all’elusione e al tax planning aggressivo». Moscovici ha poi confermato l’intenzione della Commissione di estendere lo scambio di informazione anche ai ruling (gli accordi fiscali sottoscritti tra le imprese e le amministrazioni finanziarie), sui quali «proporremo una specifica norma nella prima parte del 2015».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La Francia continua a essere apripista per il riconoscimento economico dei contenuti di informazione...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si avvicina il giorno in cui Monte dei Paschi dovrà dire alla vigilanza di Francoforte e al mercato...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sul Recovery Plan non esiste un caso Italia, ma un’interlocuzione molto positiva con la Commissi...

Oggi sulla stampa