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Scambio dati rafforzato fra i Paesi Ue

Un passo importante verso la creazione di un sistema fiscale integrato a livello europeo. Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato ieri su proposta del ministro per gli Affari europei, Enzo Moavero Milanesi, lo schema di decreto legislativo per il recepimento della direttiva europea sulla cooperazione amministrativa nel settore fiscale.
Si tratta della direttiva 2011/16/Ue che abroga la direttiva 77/799/Cee e disciplina le norme e le procedure relative allo scambio con le autorità competenti degli Stati dell’Unione europea delle informazioni rilevanti in materia di imposte di qualsiasi tipo riscosse da o per conto dell’amministrazione finanziaria.
In ritardo di quasi un anno rispetto al termine previsto dall’Unione Europea (la direttiva avrebbe dovuto essere recepita entro il 1° gennaio 2013) si prevede dunque il rafforzamento delle misure condivise dai paesi Ue e le forme di collaborazione finalizzate a scoraggiare l’evasione fiscale internazionale.
La direttiva avrà la finalità di attivare anche in Italia un nuovo scambio informativo con gli altri stati membri aderenti relativo a redditi derivanti da lavoro, prodotti vita e immobili, innestandosi in un quadro normativo internazionale di contrasto all’evasione ben più ampio e in veloce evoluzione che include altre direttive già attive quali, ad esempio, la direttiva sul risparmio (Saving Directive) e la direttiva sull’assistenza reciproca di recupero crediti tributari (Mutual Directive) o ancora in fase di proposta come la normativa sulla scambio automatico dei dati.
La Cooperative Directive renderà più completo e articolato il meccanismo di identificazione, analisi e scambio internazionale delle informazioni fiscalmente sensibili dei contribuenti residenti all’estero specialmente alla luce delle proposte in essere a livello europeo di un ampliamento dell’ambito oggettivo ai redditi di natura finanziaria. L’Unione europea il 12 giugno scorso (Com 2013 348 final) ha esteso le regole già adottate con la direttiva 2011/16/Ue oltre che ai redditi da risparmio, anche ad altre cinque tipologie di reddito: i compensi professionali, le polizze sulla vita non coperte da altre direttive, le pensioni e i redditi immobiliari.
La rilevanza della direttiva potrebbe in futuro ulteriormente aumentare se sarà confermata la proposta della Commissione europea dello scorso giugno di integrare questa disciplina con le regole dell’Ocse (Automatic Exchange of Information) che prevede l’identificazione e la segnalazione da parte degli intermediari finanziari dei soggetti residenti all’estero e i corrispettivi redditi finanziari sul modello normativo americano denominato Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act) attivo dal 1° luglio 2014 e relativo ai soli soggetti con residenza fiscale statunitense.
Il modello Fatca nei prossimi mesi fungerà da modello, appunto, alle nuove regole sullo scambio multilaterale dei dati Ocse e a quelle promosse in sede Ue che estenderanno di fatto, a partire dal 2015, l’obbligo di identificazione e segnalazione di tutta la clientela con residenza fiscale estera alle rispettive autorità di competenza. In pratica, banche, società di gestione del risparmio e di intermediazione, assicurazioni vita, che sottoscriveranno un prodotto finanziario o apriranno un semplice conto corrente dovranno effettuare una sorta di due diligence verificando la residenza fiscale dei clienti e, nel caso in cui accertino che è uno straniero, dovranno “denunciarlo” al Paese di provenienza.

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